M5S: Gambaro espulsa. Travaglio: come nella Romania di Ceausescu

20 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Concluse le operazioni di voto sul blog di Grillo sull’espulsione della senatrice Adele Gambaro. Gli aventi diritto erano 48.292, di questi hanno votato in 19.790. Il 65,8% (pari a 13.029 voti) ha votato per l’espulsione, il restante 34,2% (pari a 6.761 voti) ha votato per il no.

“Sono umanamente dispiaciuto ma ricordo a me stesso che vanno coniugate libertà e responsabilità”. Così Nicola Morra, presidente dei senatori del Movimento 5 Stelle, commentando l’espulsione della senatrice Adele Gambaro dal gruppo.

Il Blog di Beppe Grillo ha dato il via alla “ratifica” dell’espulsione della senatrice M5S Adele Gambaro.

“La senatrice Adele Gambaro ha rilasciato dichiarazioni lesive per il M5S senza nessun coordinamento con i gruppi parlamentari e danneggiando l’immagine del M5S con valutazioni del tutto personali e non corrispondenti al vero” si legge sul blog del leader M5S dove si ricorda la ‘procedura’.

“I gruppi parlamentari riuniti del M5S Camera e Senato ai sensi del Codice di Comportamento, hanno deliberato a maggioranza di proporre l’espulsione dal gruppo parlamentare del Senato di Adele Gambaro” perché “in occasione delle Parlamentarie, Adele Gambaro aveva promesso che nel caso di disaccordo con la linea del M5S, avrebbe dato le sue dimissioni dal Parlamento, cosa non avvenuta”.

L’espulsione della Gambaro, si legge sul blog, “va ora ratificata dagli iscritti al portale al 31 dicembre 2012 con documento digitalizzato. Gli utenti abilitati possono votare qui durante la giornata di oggi 19 giugno 2013 dalle 11 alle 17”. (ANSA)

Intanto il giornalista Marco Travaglio scrive un editoriale sul Fatto Quotidiano, che porta il titolo: “I grullini”.

“Intendiamoci: cacciare, o far cacciare dalla “rete”, una senatrice che ha parlato male di Grillo, manco fosse la Madonna o Garibaldi, è demenziale, illiberale e antidemocratico in sé. E non solo perché serve su un piatto d’argento agli eterni Gattopardi e ai loro camerieri a mezzo stampa la miglior prova di tutte le calunnie che hanno sempre spacciato per dogmi di fede. Non è nemmeno il caso di esaminare l’oggetto del contendere, cioè le frasi testuali pronunciate dalla senatrice nell’intervista incriminata a Sky, perché il reato di lesa maestà contro il Capo è roba da Romania di Ceausescu”.