M5S diventato primo partito d’Italia

11 Maggio 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Avanza il Movimento 5 Stelle fondato da Beppe Grillo e supera il Pd di Renzi arrivando ad essere il partito più popolare in Italia secondo quanto emerge dall’ultimo sondaggio in vista delle elezioni amministrative di giugno.

Il sondaggio è stato mandato in onda durante la puntata di Piazzapulita su La7 e ha mostrato che oggi a votare i 5 Stelle se ci fossero le elezioni nazionali sarebbe il 28,4% degli italiani contro il 28,0% elettori per il Partito Democratico. Ad onor di cronaca, al terzo posto nei sondaggi si trova la Lega Nord con il 13,0% a seguire Forza Italia con il 12,6%.

Per la prima volta nelle tendenze di voto i pentastellati superano il partito del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, un trend che ha subito una forte accelerazioni negli ultimi mesi dopo una serie di scandali che hanno coinvolto il governo e il Pd, dalla Tempa Rossa che ha portato alle dimissioni del Ministro dello sviluppo Economico, Federica Guidi all’arresto del sindaco di Lodi e da ultimo alla condanna del segretario regionale del Pd in Sardegna, per evasione fiscale, Renato Soru. Tutti episodi che hanno fatto crollare l’apprezzamento per Renzi e le sue scelte di governo e fatto slaire nei sondaggi il Movimento 5 Stelle.

Fondato nel 2009 dal comico genovese Beppe Grillo, il M5S è popolare soprattutto tra gli elettori giovani, e si presenta oggi come l’unico movimento affidabile in grado di ripulire la politica. Il prossimo mese si terranno le elezioni amministrative, un bel banco di prova per il Movimento, che ha sempre dovuto lottare per affermarsi a livello locale, per la mancanza di organizzazione di figure note. Tuttavia sembra in discesa la strada per Virginia Raggi, il candidato pentastellato per la città di Roma.

Una prova anche per la stabilità del governo Renzi anche se le prossimi elezioni nazionali saranno nel 2018, in molti si aspettano che già il prossimo anno gli italiani saranno chiamati alle urne per le politiche, a causa dell’instabilità che vive nella coalizione di sinistra.