Economia

Lusso: Lvmh mette le mani sui gioielli di Tiffany

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Dopo circa un mese di trattative, e al secondo rilancio, il colosso francese del lusso LVMH – che già controlla Louis Vuitton, Bulgari, Fendi, Givenchy, Kenzo e Moet & Chandon – si è aggiudicato uno dei marchi più noti della gioielleria internazionale, Tiffany.

Lo ha comunicato il conglomerato francese, in una nota diffusa questa mattina, in cui si legge che è stato raggiunto un “accordo definitivo per l’acquisizione di Tiffany da parte di LVMH al prezzo di 135 dollari per azione. La transazione vale per Tiffany circa 14,7 miliardi di euro, ovvero 16,2 miliardi di dollari“, riferisce la nota.

Il colosso del lusso francese guidato da Bernard Arnault era partito con un’offerta a fine ottobre da 120 dollari, ma la resistenza mostrata sin da subito dal consiglio di amministrazione di Tiffany ha costretto i francesi ad alzare progressivamente la posta.

L’acquisizione, che rafforza la presenza di Lvmh negli Stati Uniti e nel comparto dei gioielli, è già stata approvata dal Cda di entrambe le società. Ma sarà chiusa – secondo quanto emerge dalla nota – alla metà del 2020.

Tiffany in ripresa dopo anni bui

Con i suoi 300 punti vendita a livello globale, Tiffany è uno dei maggiori gioiellieri al mondo insieme a Cartier e Bulgari, che già fa parte dell’impero di Arnault. Negli ultimi anni, i gruppo ha tuttavia sofferto per via della maggiore concorrenza dei principali competitor.

Dopo numerosi ricambi al vertice e dopo aver visto i titoli scendere fino a 60 dollari per azione (meno della metà di quanto messo ora sul piatto da Lvmh), il colosso dei gioielli sta ritrovando lustro sotto la guida del numero uno italiano Alessandro Bogoglio, arrivato nel 2017 dopo una lunga esperienza in Bulgari e Diesel.

L’ultimo bilancio annuale, quello chiuso a gennaio 2019, ha segnato il record storico del fatturato e dei profitti, rispettivamente pari a 4,4 miliardi di dollari e 586 milioni di dollari.