Lotta ai contanti: il piano del governo per dare un colpo all’evasione fiscale

13 Settembre 2019, di Mariangela Tessa

Mentre dilaga la polemica dopo la proposta di Confindustria di penalizzare l’uso del cash, come strumento per combattere l’evasione fiscale, si scopre che anche il Governo avrebbe in programma un piano per di disincentivare l’uso del contante. Secondo le indiscrezioni pubblicate dal Sole 24 Ore, il piano del nuovo governo M5S-PD si baserebbe su quattro mosse:

  • Detrazioni e sconti fiscali a chi paga con carte. Sulla falsa riga di quanto già avviene con i bonifici per le spese di ristrutturazione edilizia o riqualificazione energetica degli edifici o per l’acquisto di mobili, i contribuenti potrebbero vedersi riconoscere detrazioni o deduzioni di spese mediche, canoni di locazione prima casa, istruzione, solo se l’onere sostenuto è stato pagato con moneta elettronica o con bonifico.
  • Abolizione delle commissioni dovute dagli esercenti per micro pagamenti. Su ogni transazione elettronica l’esercente paga una commissione alla banca. La seconda misura anti-cash mira ad abolire tali commissioni per micro pagamenti
  • Sanzioni più forti per chi rifiuta pagamenti con carta di credito o bancomat
  • Pagamenti elettronici obbligatori con la Pa

Quella della lotta al contante, è una sfida particolarmente complessa in Italia, un Paese dove il grosso  delle operazioni – riporta il quotidiano economico – avviene in cash e le transazioni pro capite con le card sono appena 67,6 all’anno. Con il record delle regioni del Sud, in cui a stento si arriva a 40 pagamenti a testa.

Intanto ieri sulla proposta di Confindustria di penalizzare l’uso dei contanti, è intervenuto anche Vincenzo Visco, ex ministro delle Finanze.

“La proposta di Confindustria su contanti non serve a molto. Se uno mette una tassa del 2% sul prelievo, queste vengono aggirate comodamente. Dopodichè l’evasione non dipende soltanto dall’uso del contante al consumo, gran parte dell’evasione avviene senza contante, semplicemente manipolando i bilanci delle imprese. Tuttavia evitare l’uso del contante è giusto, uno dei principali delitti del governo Renzi fu quello di alzare la soglia da mille a tremila euro. Il messaggio era chiarissimo: rendere più facile non solo l’evasione fiscale ma anche il riciclaggio”.

L’evasione fiscale presunta in Italia si attesta intorno ai 107,7 miliardi di euro secondo l’indagine intitolata “Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva” e realizzata dalla Fondazione nazionale dei commercialisti, che prende in esame i dati del ministero dell’Economia e delle Finanze.