L’Italia non è competitiva. Cresce solo l’età media

15 Novembre 2018, di Alessandro Chiatto

Da diversi anni seguiamo le conferenze stampa dei grandi asset manager internazionali e l’Italia è sempre stata considerata un Paese della periferia dell’Europa, analizzato molto rapidamente per passare ad aree e tematiche più “core“, centrali, lasciando ai giornalisti di settore italiani le (poche, a dire il vero) domande relative al nostro Paese. Da qualche mese le cose sono cambiate: l’Italia è diventata l’osservata speciale sul tavolo dei mercati. Il faro è puntato su di noi, che ci piaccia o meno, e lo dimostrano le analisi di fund manager ed economisti degli asset manager internazionali.

Non è da meno l’International Media Conference 2018 di Schroders, in corso in questi giorni a Londra, che dedica un approfondimento importante dal titolo “Italy, is a debt crisis imminent?“, domandandosi se sia imminente o meno una crisi del debito nel nostro Paese.

 

 

Il più grande rischio per l’Europa – sostiene Azad Zangana, senior economist di Schroders – è di gran lunga la situazione politica in Italia. E, in realtà, il cuore dei loro problemi è la mancanza di competitività“. Questa mancanza di competitività si traduce in salari (in termini reali) cresciuti solo del 4% da ben 18 anni e una demografia scadente, che comporta un invecchiamento della popolazione. L’Istat fotografa una nazione di cittadini sempre più vecchi, con l’età media che ha oltrepassato i 45 anni. Inoltre, nel 2017 si é registrato un nuovo minimo storico per le nascite, che hanno toccato il picco del -2% rispetto al 2016 con solo 464mila nuovi nati. Insomma, l’unica cosa che cresce in Italia è l’età media e non è soltanto una battuta, dato che potrebbe portare a un’economia stagnante dal 2026.

Questo perché “le dinamiche di breve termine sono ragionevolmente stabili – prosegue Zangana – e i Btp possono avere sì rendimenti interessanti in questa fase“. I problemi strutturali del nostro Paese “potrebbero portare a un problema di sostenibilità del debito sul lungo termine“.