Lira turca verso il miglior recupero giornaliero in 2 anni

9 Novembre 2020, di Alberto Battaglia

La lira turca è in forte rialzo oggi, su dollaro ed euro, grazie alle dimissioni del ministro delle Finanze Berat Albayrak, genero del presidente Recep Tayyip Ergogan. La moneta nazionale turca si sta apprezzando del 5,17% sull’euro, mentre la rivalutazione sul dollaro è in parte rientrata a +3,93%. Nonostante l’exploit odierno lo scenario complessivo per la lira turca resta di forte indebolimento da inizio anno, con un calo sull’euro del 43,90%.

Le dimissioni di Albayrak sono arrivate all’indomani dalla rimozione del governatore della Banca Centrale, la seconda avvenuta nel corso dell’anno.

La forte reazione del mercato “riflette le aspettative che lo sconvolgimento nella definizione delle politiche economiche in atto tra la leadership turca” ha commentato al Financial Times lo stratega per i mercati emergenti di Societe Generale, Phoenix Kalen. Il mercato scommette su “un drastico cambiamento di strategia, che riporterebbe la Turchia verso un quadro politico più ortodosso con un impegno più forte per una posizione monetaria adeguatamente rigida”, ha aggiunto Kalen.

Il nuovo governatore della Banca centrale, Naci Agbal, ha dichiarato che l’istituto “userà con decisione tutti gli strumenti di politica” per combattere un’inflazione che lo scorso ottobre cresceva dell’11,9% annuo. Questo sarebbe un chiaro segnale verso una conduzione più restrittiva della politica monetaria.

Lira turca, un rally che potrebbe avere vita breve

L’influenza politica sulla politica monetaria, con il presidente Erdogan da sempre ostile ai rialzi dei tassi, resterebbe però sempre in agguato.
Secondo il capo della ricerca sulle commodity presso Commerzbank, Ulrich Leuchtmann, “il rally” della lira turca “non durerà poiché il problema sottostante non è risoltro: la mancanza di indipendenza e credibilità della politica monetaria”. Al contrario, secondo Leuchtmann, “la nomina di Agbal” un alleato di Erdogan, “indica che il presidente turco vuole un accesso ancor più diretto alla politica monetaria”.