L’Europa batterà gli Usa sul terreno della crescita, non succedeva dal 1992

27 Luglio 2020, di Mariangela Tessa

Per la prima volta dal 1992, nel 2021 l‘Europa batterà gli Stati Uniti sul terreno della crescita. Il merito si deve al fatto che l’area dell’euro registrerà una più rapida ripresa dalla crisi causata dalla pandemia di Covid rispetto agli Stati Uniti, grazie a una risposta più efficace nella lotta al coronavirus.

È questa l’opinione più diffusa tra gli analisti di alcune tra le maggiori banche Usa, secondo cui l’incapacità degli Stati Uniti di mettere un freno alla pandemia allunga un’ombra sui tempi di ripresa..

Una prima prova arriverà questa settimana con la pubblicazione del Pil del secondo trimestre. Secondo un sondaggio Bloomberg, nel periodo aprile- giugno l’economia dell’area dell’euro ha segnato una flessione del 12% nei tre mesi fino a giugno a fronte del -35% annuale degli Stati Uniti, ovvero a un declino di circa il 10% trimestre su trimestre.

Secondo JPMorgan Chase & Co., l’Europa farà meglio perché ha “spezzato la catena” che collega la mobilità con il virus.

Mentre Goldman Sachs Group Inc. ha citato un efficace controllo dei virus come uno dei motivi per cui ci si aspetta un “rimbalzo più ripido e regolare nell’area dell’euro rispetto ad altre aree del pianeta”.

“È molto chiaro che l’area dell’euro ha registrato una flessione più brusca, ma prevediamo anche che si riprenderà più rapidamente”, ha dichiarato Jari Stehn, capo economista europeo di Goldman Sachs. “È piuttosto raro ma l’area dell’euro supererà gli Stati Uniti in un orizzonte da uno a due anni”.

Secondo gli esperti, per avere una ripresa sostenibile è fondamentale che cittadini e imprese siano fiduciosi sul fatto che la circolazione del virus non è più fuori controllo.

Solo in questo modo, aumenteranno gli acquisti e gli investimenti, spingendo ulteriormente la domanda e la crescita.

Ma veniamo alle stime. JPMorgan prevede che il Pil dell’area dell’euro subirà un  del 6,4% quest’anno, leggermente peggio della contrazione del 5,1% registrata per gli Stati Uniti, ma per il 2021 la banca prevede un rimbalzo del 6,2% per l’area dell’euro, più del doppio della crescita americana del 2,8%.