Letta ferito nell’orgoglio, “Rehn non può esprimere scetticismo”

4 Dicembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Botta e risposta tra il premier Enrico Letta e il Commissario agli affari economici Olli Rehn. Mentre il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, chiede all’Ue un deciso ”cambio di rotta” sulla crescita. Il premier rimbrotta il Commissario che aveva espresso ‘scetticismo’ sul percorso di rientro del debito italiano, soprattutto sulle privatizzazioni. Ma Rehn in serata spiega attraverso il portavoce che quello del ‘realistico scetticismo’ ”è un approccio che si applica a tutti i Paesi” e deriva proprio dalle ”passate esperienze sulla tendenza degli Stati a sovrastimare gli introiti futuri derivanti dalle privatizzazioni”.

I trattati europei – dice Letta – ”non prevedono certo il concetto di ‘scetticismo’. Rehn deve parlare di stabilità, di equilibro finanziario”. Il premier risponde, durante la presentazione del libro fotografico 2013 dell’ANSA, al commissario Rehn che, in un’intervista a la Repubblica esprime appunto ”scetticismo” soprattutto sul percorso di rientro del debito pubblico.

Il presidente del Consiglio Enrico Letta e’ intervenuto alla presentazione del libro Photoansa 2013 al Senato.

Se la politica non prende come modello la velocità della Chiesa di Papa Francesco “la credibilità calerà. E visto che stiamo livello guardia penso che quello sia un modello cui dobbiamo ispirarci”, ha detto il premier.

”Io che sono europeista convinto voglio mettere in guardia dal rischio avvitamento dell’Europa: il 2014 sarà l’anno dell’Europa, l’anno in cui o fa un passo avanti o si avvita”. ”Non bisogna dare l’Europa per scontata”, ha avvisato.

“Le annunciate privatizzazioni e la spending review vanno fatte ed è esattamente quello che faremo. Le abbiamo annunciate e le faremo: sono capitolo fondamentale dell’ azione di governo”. “Noi siamo sulla linea giusta del giusto equilibrio dei conti in ordine e una ripresa che non va soffocata”.

“L’Italia è un Paese serio. E’ finita la crescita del debito che è andata avanti per anni e cominceremo dal 2014 la discesa del debito”, sia attraverso “le privatizzazioni”, sia attraverso “la legge di stabilità” in via di approvazione, ha detto Letta.

“Al commissario dico che i nostri conti sono in ordine e solo l’Italia e la Germania hanno da tre anni il Pil sotto il 3%.

“Il tema delle riforme 2014 sarà il cuore del discorso in parlamento di mercoledì”. “Vedrete lì i punti che metterò in richiesta fiducia dopo aver discusso con i partiti, ma sarà una discussione concreta e spinta sul fatto che 2014 sarà anno in cui giocheremo all’attacco”.

“Il 2014 deve essere l’anno in cui l’Italia deve riuscire a mettere le riforme non solo in cantiere ma le applica. Dovrà essere l’anno in cui guardare al futuro con fiducia dopo un anno di transizione faticosa”.

Mercoledì arriverò in Parlamento “molto determinato soprattutto a ripartire dal discorso” di investitura di aprile: quel discorso “contiene molti punti di attualità che svilupperemo”, anche alla luce di quanto avvenuto negli ultimi mesi.

”Ovviamente ci sarà il rifinanziamento della Cassa in deroga: quest’anno abbiamo messo molti soldi per questo e continueremo a finanziarlo. Già dal 2 gennaio le risorse 2014 saranno disponibili”. ha spiegato il premier.

“Io non ho dubbi che noi non possiamo permetterci di non fare le riforme istituzionali e di mantenere il bicameralismo perfetto, di non ridurre il numero dei parlamentari e riformare il titolo V della Costituzione, quindi dobbiamo farle”.

Enrico Letta ha lanciato un appello a Forza Italia per le riforme: “Bisogna distinguere la loro scelta di non appoggiare il governo e continuare il percorso delle riforme”. “E’ nell’interesse di tutti, senza riforme affondiamo tutti, può essere contento solo chi vuole che il paese affondi, come chi parlava l’altro giorno a Genova”. (ANSA)