Legge Stabilità: scontro Governo Regioni. Renzi: “Ora ci divertiamo”

3 Novembre 2015, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – È polemica aperta tra Governo e Regioni in materia di Legge di Stabilità 2016. A puntare il dito contro i 17 miliardi di tagli soprattutto nel comparto sanità che mettono a rischio la possibilità di acquistare farmaci salvavita e l’aumento dei ticket, il presidente della Conferenza delle regioni, Sergio Chiamparino che chiede un 1 miliardo di euro in più al governo.

Secondo il presidente dei governatori nel 2016 le Regioni devono fare i conti con 2 miliardi in meno del previsto per la sanità e ulteriori 2,2 miliardi di tagli extrasanità dovuti alle passate manovre. Una cifra che viene coperta solo in parte dagli stanziamenti per 1,3 miliardi lasciando così un buco nelle casse regionali pari a 900 milioni.

“Se non cambiano questi dati vorrà dire che sui farmaci innovativi ci sarà qualcuno a cui bisognerà dire di no, ma questa è una responsabilità enorme (…) se si ritiene che la sanità possa funzionare meglio con un sistema centralizzato, noi siano pronti ad affrontare la sfida, purchè non si faccia in maniera strisciante e surrettizia”.

Sulla base della sfida lanciata da Chiamparino, è previsto per mercoledì l’incontro fissato con il presidente del Consiglio Matteo Renzi. “Ora ci diventiamo sul serio” avrebbe detto lo stesso Renzi ai suoi in riferimento al grido d’allarme lanciato dalle Regioni. E se lo stesso premier avrebbe detto che allo stato attuale rispetto al passato sulla sanità le risorse ci sono, dall’altra parte non abbandona il diktat della legge di Stabilità ossia “giù le tasse” che però non significa che le Regioni siano autorizzate ad aumenti di imposte.

“Le tasse devono scendere. Non consentirò alle regioni di aumentare le imposte ai cittadini, non si può scaricare sempre sugli italiani. Eliminino piuttosto gli sprechi”.

Intanto nella giornata di ieri è arrivato il via libera al testo della legge di stabilità da parte di Confindustria, che lamenta però la grande assenza di due importi baluardi: la ricerca e l’innovazione da una parte e la questione Mezzogiorno dall’altra.