Legge Stabilità. Scatta l’allarme su sanità, Comuni e canone Rai

2 Novembre 2015, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) –  Legge di Stabilità, scatta l’allarme dei tecnici sui Comuni,  sulla sanità e anche sul canone Rai in bolletta. La cancellazione della Tasi sulla prima casa, nonché dell’Imu sui terreni agricoli e la compensazione di entrambe con l’aumento del Fondo di solidarietà dei Comuni potrà portare ad un irrigidimento dei bilanci. Così avvertono i tecnici di Camera e Senato al cui vaglio è arrivata la manovra.

Il motivo sarebbe da ravvisarsi nel fatto che la possibilità di manovra da parte dei Comuni sulle proprie entrate sarebbe limitata, irrigidendo così i bilanci “in quanto si limita la possibilità di manovra dei comuni a valere sulle proprie entrate a scapito della voce maggiormente rigida e fissa del fondo in esame”.

I tecnici puntano il dito anche contro gli ulteriori tagli alla sanità nel 2016, in quanto “l’ulteriore decremento” nel 2016 dei fondi per la Sanità, già ridotti quest’anno rispetto a quanto previsto in origine, “potrebbe creare tensioni lungo tale linea di finanziamento”.  I tecnici sottolineano però anche che “la centralizzazione degli acquisti” dovrebbe “facilitare il conseguimento di risparmi”.

Per quanto riguarda una delle novità più discusse della Legge, il canone Rai in bolletta, avanzano dubbi di gettito. Occorrono “dati aggiornati in tema di evasione/inadempimento e morosità” che riguardano sia il canone che la bolletta elettrica, in modo tale da “escludere eventuali ricadute sul gettito in dipendenza del grado di morosità nel pagamento delle utenze elettriche”.

In relazione alla possibilità di prevedere il part- time per gli over 63 anni inoltre, secondo i tecnici i potenziali beneficiari potrebbero essere circa 30mila.

“Sulla base di una retribuzione lorda ai fini previdenziali di 24.000 euro e di un part-time al 50%, il beneficio potrebbe riguardare circa 30.000 lavoratori nell’anno di massima esposizione finanziaria e con utilizzo per l’intero anno della misura”.

Infine in merito al nuovo limite previsto per i pagamenti in contanti che passerebbe da 1000 a 3000 euro, affermano i tecnici parlamentari che si sono “reiterati interventi nel breve periodo” con “procedure in direzioni talvolta contrapposte”.

“In assenza di valutazioni specifiche nella relazione tecnica in merito all’impatto finanziario della misura non appare allo stato possibile formulare valutazioni precise e fondate su analisi univoche ed incontrovertibili in merito alle conseguenze della misura in esame sui saldi di finanza pubblica”.