Legge di Stabilità: cosa cambia per le azioni e obbligazioni italiane

8 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (ADVISE ONLY) – La Legge di Stabilità in via di approvazione non cambia in alcun modo il nostro giudizio d’insieme sia sul mercato delle obbligazioni e delle azioni per l’Italia. Salvo modifiche sensibili durante l’iter parlamentare, si prevede quanto segue per l’impianto.

  1. Il pieno rispetto dei vincoli di bilancio (pareggio di bilancio) concordati con l’Europa. Il disavanzo (entrate tributarie – spese) dovrebbe peggiorare leggermente (previsto al 2,5%) nel 2014, ma dovrebbe restare ben al di sopra della soglia del 3% imposta dall’Europa. Tuttavia i conti dovrebbero essere in ordine.
  2. Interventi per € 27 miliardi (meno del 2% del PIL) per il triennio 2014-2016, di cui € 11,6 (circa 0,8% del PIL) nel 2014. Il 50% degli interventi dovrebbero essere destinati a sgravi fiscali per imprese e lavoratori ed il restante suddiviso in finanziamento della cassa integrazione, progetti d’investimento o impegni internazionali.
  3. Una riduzione della spesa pubblica per il triennio del valore di € 16 miliardi (circa l’1% del PIL).
  4. Un aumento dell’imposta di bollo sui prodotti finanziari e un intervento selettivo sulle cosiddette spese fiscali (se verrà confermata, ne parleremo in dettaglio su questo blog).
  5. Vendita di immobili, interventi per ridurre l’elusione fiscale ed altre interventi una tantum per recuperare risorse finanziarie.

Nell’ultimo anno, la performance del mercato italiano (sia azionario che obbligazionario) è stata condizionata da due fattori fondamentali:

  • la diminuzione del rischio sistemico che ha contribuito a ridurre la probabilità di default;
  • la percezione che la crisi della zona euro sia per lo più dietro le spalle.

Adesso è necessario convincere gli investitori anche sotto il profilo della crescita.

È opinione comune che l’Italia abbia bisogno di snellire e rendere più agile la macchina dello Stato, tagliare le tasse sul lavoro ed imprese ed incentivare la competitività. I mercati (e molti cittadini) si aspettano un cambio di passo su questi temi, ma l’attuale Legge di Stabilità non lo fa. Infatti non mette in campo risorse sufficienti o riforme strutturali tali da poter migliorare le aspettative di imprese e cittadini nel breve periodo. Quindi gli unici fattori di stimolo possono derivare dal miglioramento complessivo della situazione della zona euro e dal graduale miglioramento dell’economia mondiale.

A queste condizioni non cambia il nostro giudizio di fondo.

Non siamo particolarmente positivi sull’obbligazionario da un punto di vista tattico, ma in ottica da cassettista le obbligazioni italiane a lungo termine (BTP con scadenza oltre i 7 anni) offrono ancora dei rendimenti a scadenza interessanti (con buona probabilità, hanno rendimenti reali sensibilmente positivi);

Per quanto riguarda il mercato azionario, preferiamo sì l’Europa, ma l’Italia non è la nostra prima scelta, in quanto le valutazioni sono elevate rispetto ai fondamentali e l’influenza dei titoli finanziari è troppo forte.