Manovra, Moody’s: nessuno scontro Roma-Bruxelles, si troverà un compromesso

24 Ottobre 2019, di Mariangela Tessa

Sulla manovra per il 2020 l’Italia troverà un compromesso con Bruxelles senza andare allo scontro come avvenne lo scorso anno.

Ne sono convinti gli analisti dell’agenzia Moody’s che, in una nota diffusa ieri, spiegano che la manovra fa ancora affidamento su un significativo margine di flessibilità da parte di Bruxelles. Moody’s aggiunge che il profilo creditizio italiano — il cui rating è per l’agenzia di ‘Baa3’ — riflette un’economia diversificata bilanciata da un debito pubblico elevato e una crescita bassa. Il report arriva all’indomani della lettera inviata dall’Ue a Roma, in cui si chiedono chiarimenti sulla manovra.

Le osservazioni di Moody’s

Il rating dell’Italia (“Baa3”, con outlook stabile) – si legge nel report – riflette un’economia “ampia e diversificata e la solida posizione esterna del Paese” mentre la “bassa crescita economica e alti livelli di debito pubblico sono tra le debolezze” del Paese.

Il Governo “spera che ci siano ulteriori significativi introiti fiscali dalla lotta all’evasione, da una serie di piu’ piccole variazioni fiscali e risparmi derivati da un efficientamento.
Resta da capire se questi introiti ulteriori possano essere raggiunti”, ha spiegato Kathrin Muehlbronner, senior vicepresident di Moody’s e autrice del rapporto, aggiungendo che, “sebbene la manovra sia basata su previsioni di crescita più caute e realistiche di quelle presentate dal precedente Governo, il nuovo esecutivo punta ancora su un significativo grado di flessibilità da parte della Commissione europea, dal momento che i piani sul deficit vanno contro gli impegni fiscali presi dall’Italia sulla riduzione del debito su base sostenuta”.

Il punto sulla congiuntura

Per quanto riguarda la crescita, Moody’s segnala che l’economia italiana è  entrata in una fase di stagnazione nel secondo trimestre 2018, “cosa che in parte riflette il generale rallentamento dell’Eurozona, ma che è anche legata a fattori specifici del Paese”, in particolare l’aumento del costo di finanziamento e l’incertezza politica emersa durante il 2018 e nella prima metà di quest’anno.

Moody’s ad agosto ha tagliato le stime di crescita del Pil per quest’anno e il prossimo e attende un +0,2% nel 2019 e un +0,5% l’anno prossimo.