Manovra, Ue chiede chiarimenti su debito. Ok a carcere evasori e stretta contanti

22 Ottobre 2019, di Mariangela Tessa

Dopo oltre due ore e mezza di vertice, ieri il governo ha trovato un’intesa sul decreto fiscale, inserendo in manovra il carcere per gli evasori e il via alla stretta sui contanti e il bonus befana. Nello specifico, per quanto riguarda l’estensione del pagamento con il Pos e l’abbassamento a 2mila euro del limite per l’utilizzo del contante, entrambe le misure slittano a luglio.

Non è tuttavia messa la parola fine alle discussioni nella maggioranza sulla Legge di Bilancio. Restano ancora da definire i nodi della flat tax e delle partite Iva. A questo proposito Luigi di Maio, ha spiegato, che le nuove regole per limitare gli abusi erano state fortemente volute dal ministero dell’Economia. Ora arriverebbe il divieto di cumulo per chi guadagni oltre 30mila euro da lavoro dipendente, mentre salterebbe il calcolo analitico del reddito su cui applicare la tassazione forfettaria.

L’Ue chiede chiarimenti su debito

Nel frattempo, l’Ue ha chiesto chiarimenti sulla manovra. In attesa che il governo dia il via libera definitivo sul testo, la Commissione europea ha inviato una lettera per chiedere informazioni supplementari sulla bozza presentata la scorsa settimana.

Il piano italiano – si legge nel testo – “non rispetta il target di riduzione del debito per il 2020. La bozza prevede un peggioramento del deficit strutturale di 0,1% del Pil, “che manca il raccomandato aggiustamento strutturale di 0,6%”, e “un aumento della spesa dell’1,9%, che eccede la riduzione raccomandata di almeno lo 0,1%”. Elementi che “appaiono non in linea” con le raccomandazioni, puntando ad un rischio di deviazione significativa” dallo “sforzo raccomandato”.

La Commissione Ue “prende nota della richiesta italiana di utilizzare la flessibilità prevista” dalle regole del Patto “per prendere in considerazione gli effetti sul bilancio degli eventi eccezionali”, e “farà un’analisi approfondita della domanda, considerando i criteri di eleggibilità”.

Per i grandi evasori si rischia carcere fino a 8 anni

Tornando al carcere per gli evasori, il ministro della giustizia Alfonso Bonafede ha annunciato che si passerà “da un minimo di 4 anni a un massimo di otto anni” di carcere per i grandi evasori partendo da una “somma evasa di 100mila euro”.