Legge di bilancio, economisti: rischio è stagnazione economia

6 Settembre 2018, di Alessandra Caparello

Grande attenzione dei mercati in merito all’Italia con il governo giallo-verde alle prese con la prossima legge di bilancio che verrà presentata nelle prossime settimane. Banco di prova importante per capire se l’esecutivo Lega-M5S presenterà una manovra che potrebbe aumentare il deficit e il debito di bilancio dell’Italia, aumentando così il divario con l’Unione Europea.

La Commissione europea – il braccio esecutivo dell’UE – richiede difatti che la spesa pubblica non superi il 3% del prodotto interno lordo (PIL) di un paese membro. Ma negli ultimi tempi dalla maggioranza sono arrivate dichiarazioni controverse in merito ad un possibile superamento del tetto in questione. Se il governo, scrive la Cnbc in un lungo articolo che analizza la situazione italiana, si atterrà alle promesse contenute nel suo manifesto – tra cui l’introduzione di un reddito universale di base, la flat tax e la riforma delle pensioni demolendo la cosiddetta legge “Fornero” del 2011 che ha innalzato l’età pensionabile – potrebbe dover spendere dagli 80 miliardi ($ 92,6 miliardi) a 100 miliardi di euro. Sarebbe “sufficiente per sforare il budget”, ha scritto lANSA.

Di recente non c’è stato alcun segnale che la Lega e la M5S siano pronte a tagliare le spese o modificare le promesse fatte all’elettorato. Il ministro dell’interno Matteo Salvini da Twitter ha messo in dubbio l’equità dell’Unione europea quando si tratta dei vincoli di bilancio Ue e anche, dopo il recente downgrade di Fitch, sull’indipendenza delle stesse agenzie di rating.

“Ma come? Francia e Spagna hanno sforato il tetto del 3% per anni e nessuno dice niente, mentre se l’Italia cerca di toccarlo per proteggere il Paese e aumentare il consumo di italiani è un problema? Ma queste agenzie di rating non erano indipendenti?.

Una bozza della legge di bilancio dovrà essere approvata dal Parlamento prima di essere inviata alla Commissione europea per la revisione entro la metà di ottobre. La Commissione europea dal canto suo ha il potere di respingere i bilanci ma è stata indulgente rispetto ai disavanzi in passato.  La maggior parte degli economisti – scrive la Cnbc – pensa che il governo italiano sarà pragmatico e moderato.

“Tuttavia, mentre la tanto temuta legge di bilancio potrebbe finire per essere un non-evento, gli investitori potrebbero presto iniziare a preoccuparsi della crescita del PIL, ma ci aspettiamo che il” fattore paura “inneschi una sostanziale volatilità nelle prossime settimane”.

Clemente De Lucia, economista senior pesso la Deutsche Bank, ha affermato che l’Italia non ha avuto molto margine di manovra in termini di deficit di bilancio. Un deficit del 3% del PIL “metterebbe chiaramente le finanze pubbliche su un percorso insostenibile, infatti un disavanzo superiore al 2,3% probabilmente impedirebbe il declino del debito”, ha affermato.

“Mentre ci aspettiamo che la retorica conflittuale e le pretese superino le regole fiscali dell’UE, prevediamo che il governo fissi l’obiettivo di disavanzo del 2019 all’1,5 percento al 2,0 percento del PIL. Un tale obiettivo potrebbe essere molto ragionevole e compatibile con un declino (anche se piccolo ) nel rapporto debito pubblico / PIL”.

Così gli economisti Citi secondo cui piuttosto che il deficit di bilancio, è “la crescita l’evento più probabile”. Secondo gli economisti il piano del governo giallo-verde sarebbe economicamente insostenibile “senza una revisione completa dell’architettura fiscale e giuridica italiana”. Nel peggiore dei casi, il piano potrebbe fare più danni alla crescita, ha aggiunto Citi.

Altri economisti sono d’accordo sul fatto che qualsiasi cosa prometta la coalizione Lega-M5S, l’economia italiana rischia di ristagnare. Tra questi si segnala Daniel Lacalle, capo economista di Tressis Gestion.

“Le sfide per far crescere l’economia sono molto, molto alte e continuano a essere difficili perché il peso degli Npl e l’esposizione delle banche al debito sovrano creano questo problema costante. Penso che l’Italia abbia anche un problema di stagnazione che non ha nulla a che fare con il nuovo governo o il precedente, è in corso da due decenni … Purtroppo, questo non sarà risolto nel prossimo budget”.