Lega pronta a rivolta fiscale. “Metteremo in mora lo Stato e ci terremo l’Iva”

9 Settembre 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – “Metteremo in mora lo Stato. È un segnale politico per cambiare rotta”. Sta raccogliendo un discreto seguito l’iniziativa del sindaco del comune di Morazzone, in provincia di Varese, Matteo Bianchi, che è anche segretario provinciale della Lega.

A chi non prende seriamente la sua rivolta fiscale, garantisce: “Non vogliamo fare una pagliacciata, la nostra è una iniziativa seria e vogliamo convincere anche altri comuni a seguire la strada che stiamo preparando”. Bianchi spiega al Fatto Quotidiano la sua idea, che è rimbalzata nei giorni scorsi in diversi giornali della stampa locale di Varese.

Lo stesso commissario “nazionale” della Lega Lombarda Paolo Grimoldi, braccio destro di Matteo Salvini, ha confermato la guerra della Lega contro lo Stato lo scorso venerdì, 5 settembre, in occasione del Festival Padano di Busto Arsizio.

Stando a quanto riportato da La Provincia di Varese , Grimoldi si è così espresso: “I sindaci devono dare risposte ai cittadini sui problemi del quotidiano, dalle buche nelle strade ai servizi agli anziani”. Dunque, “se oltre ai tagli pesantissimi subiti in questi anni, ai Comuni non arrivano nemmeno i trasferimenti che spettano, la situazione diventa ingestibile”. E ancora: “Occorre dare un segnale al governo, come faremo con la grande manifestazione federale di novembre: tutto quel che è lecito è giusto compierlo. E se come enti locali dobbiamo fare gli ‘evasori fiscali’ per smuovere il governo centrale, ben venga un atto politico di forza dirompente contro un governo che disattende le promesse”.

E’ stato lo stesso sindaco di Morazzone il promotore dell’iniziativa, convocando i sindaci leghisti per proporre una sorta di “rivolta” fiscale contro lo Stato che non paga il dovuto.

Al Fatto Quotidiano ha ricordato le ragioni che lo hanno mosso: “L’idea è scaturita dalla magra constatazione fatta al rientro delle ferie, quando ho incontrato il responsabile della ragioneria del comune e abbiamo visto che la liquidità di cassa era in sofferenza”. Una difficoltà, ha spiegato, non legata alla mala gestione delle finanze ma ai mancati trasferimenti: “I nostri incassi sono in linea con le previsioni e i nostri pagamenti sono tutti in regola. A mancare sono i trasferimenti dello Stato: dei circa 600 mila euro che ci sono stati promessi all’inizio dell’anno, ad oggi abbiamo ricevuto solo 4 mila euro”.

Dunque, la dichiarazione di guerra: “Non voglio arrivare a dover pagare interessi passivi per colpa dello Stato che non mi restituisce soldi dovuti. Ecco perché proporremo di trattenerci l’Iva” (che i comuni sono tenuti a pagare sulle forniture, rimpinguando così le casse dello Stato).

Bianchi ha continuato: “La compensazione tra Comune e Stato non è ammessa se non in caso di comprovate difficoltà. Noi vorremmo ovviamente evitare di ricevere un accertamento dell’Agenzia delle entrate (e il conseguente danno erariale) ecco perché ci siamo affidati a dei legali che cercheranno di rendere concreta questa possibilità”.

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Posted by Rete 55 on Wednesday, September 2, 2015