Le peggiori banche in Italia. Scandali e ruberie

6 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Son 11 le banche in amministrazione straordinaria mentre una risulta in Gestione Provvisoria. E’ la Banca delle Marche l’ultimo istituto di credito messo in ‘Gestione provvisoria’ secondo quanto comunica la Vigilanza della Banca d’Italia, che ha reso noto l’elenco delle aziende di credito oggetto di provvedimenti straordinari.

La Banca delle Marche (che ha sede a Jesi) e’ stata infatti sottoposta alla Gestione provvisoria a far data dal 27 agosto, ma sono soprattutto le Bcc a segnare il maggior numero di istituti sotto ‘amministrazione straordinaria’: si tratta in particolare delle Bcc, di Monastier e del Sile; di S.Francesco; del Veneziano; Euganea e Ospedaletto; di Alberobello e Sammichele di Bari.

Presenti anche nell’elenco delle banche in amministrazione straordinaria, la Cr della Provincia di Teramo (Banca Tercas), e la Banca Popolare di Spoleto, oltre alla Cr di Ferrara, e l’Istituto per il Credito Sportivo. Tra gli intermediari non bancari, Spoleto Credito e Servizi Societa’ Cooperativa. Ma appartengono sempre alla categorie delle Bcc e banche di credito cooperativo, le altre due banche: Banca dei Due Mari Credito Cooperativo e Bene Banca Credito Cooperativo di Bene Vagienna. (ASCA)

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Sofferenze record

articolo di Giorgio Meletti

Da 13 anni, cioè dal 2000, le sofferenze bancarie non raggiungevano un livello così alto rispetto agli impieghi: secondo i dati di giugno dell’Abi (Associazione bancaria italiana) siamo al 7,1 per cento. Significa che, dei quasi 2 mila miliardi che le banche italiane prestano alle imprese grandi e piccole e alle famiglie, sono arrivati a 138 miliardi i soldi che gli istituti stentano a riavere indietro (aziende in crisi, famiglie in difficoltà che non riescono a pagare le rate del mutuo etc.).

Le banche soffrono, dunque, e il dato statistico riflette un quadro drammatico: alle difficoltà delle aziende e delle famiglie colpite dalla crisi economica si aggiunge l’esplosione dei casi di mala gestione o crediti facili di cui alle cronache di questi mesi, dal caso Zaleski al caso Banca Marche, dal Mps a Carige.

Due gli elementi preoccupanti. Il primo, ovvio, è che perdurando la crisi le possibilità di recupero di queste cifre appaiono basse, e dunque l’eventualità che sul sistema bancario si abbatta una tempesta da 100 miliardi non è remota. Il secondo è la progressione del fenomeno. Nell’estate del 2007, all’immediata vigilia della crisi finanziaria internazionale, i crediti in sofferenza del sistema bancario italiano erano attorno ai 16 miliardi.

In sei anni si sono moltiplicati di oltre otto volte, con un’accelerazione impressionante: triplicati in due anni (nell’estate del 2009 avevano toccato i 50 miliardi), ulteriormente raddoppiati nei successivi due anni (nell’estate del 2001 furono toccati i 100 miliardi), fino ai 138 miliardi di giugno scorso. La previsione dell’Abi e di Bankitalia è che l’ammontare delle sofferenze continuerà a salire. Un anno fa l’Abi formulò una previsione che oggi risulta ottimistica: le sofferenze sarebbero arrivate al 7,2 per cento degli impieghi nel 2014. A metà del 2013 siamo già al 7,1 per cento.

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