Lavoro: balzo contratti a tempo indeterminato

10 Settembre 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Rimbalza fra le polemiche sull’occupazione il numero dei contratti a tempo indeterminato nel settore privato. Secondo i dati che arrivano dall’Osservatorio sul precariato dell’Inps, che rileva i movimenti dei rapporti di lavoro (assunzioni, cessazioni, trasformazioni) nei primi sette mesi dell’anno, nei primi sette mesi dell’anno si registrano 1.093.584 nuovi contratti di lavoro a tempo indeterminato, il 35,4% in più rispetto all’analogo periodo del 2014.

Le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti di lavoro a termine, comprese le ‘trasformazioni’ degli apprendisti, sono state 388.194 (l’incremento rispetto al 2014 è del 41,6%). Pertanto, la quota di assunzioni con rapporti stabili sul totale dei rapporti di lavoro attivati/variati è passata dal 32,8% dei primi sette mesi del 2014 al 40,2% dello stesso periodo del 2015.

Una spinta data dal Jobs act e rivendicata più volte dal Governo, come conferma oggi su Twitter Matteo Renzi: il Jobs Act ha prodotto 286 mila stabilizzazioni dall’inizio del 2015.

A livello regionale – spiega la nota Inps – L’incremento delle assunzioni a tempo indeterminato 2015 su 2014 risulta superiore alla media nazionale in Friuli-Venezia Giulia (+85,3%), in Umbria (+66,5%), nelle Marche (+55,4%), nel Trentino-Alto-Adige (+53,3%), in Piemonte (+53,1%), in Emilia-Romagna (+51,1%), in Liguria (+48,3%), in Veneto (+47,4%), nel Lazio (+41,9%), in Lombardia (+40,6%), in Toscana (+37,4%) e in Sardegna (+36,4%). I risultati peggiori si registrano nelle regioni del Sud: Sicilia (+11,2%), Puglia (+17,3%) e Calabria (+18,6%)”.