Lavoratori atipici, Boeri: “Garantire salario minimo”

28 Maggio 2018, di Mariangela Tessa

Per il milione di lavoratori della Gig Economy, neologismo importato dagli Stati Uniti che indica i cosiddetti “lavoretti” compresi i riders, bisognerebbe introdurre un “salario minimo a prestazione”.

La pensa così il presidente dell’Inps, Tito Boeri secondo cui in Italia sarebbe necessaria anche l’approvazione di nuove leggi che ‘obblighino’ i grandi gruppi del settore (come Uber, Deliveroo e tanti altri) a iscriversi alla piattaforma on line dell’Istituto di Previdenza per le prestazioni occasionali.

“E’ molto difficile fare degli scioperi e organizzare chi fa questi ‘lavoretti’ – ha spiegato ieri Boeri a margine del convegno ‘Il Welfare State nel XXI Secolo’ organizzato all’Università di Pavia dalla Fondazione Rodolfo Debenedetti – anche perché è molto facile per il datore riorganizzare il lavoro sulle piattaforme e normalmente i lavoratori vorrebbero lavorare più ore: il diritto allo sciopero per loro è un’arma spuntata“, ha aggiunto in riferimento alla prima astensione dal lavoro dei ‘raiders’ a Milano.

Citando una ricerca che individua in otto euro all’ora il guadagno medio degli atipici della Gig economy, che vengono quantificati nel 2,6% della popolazione lavoratrice totale, Boeri afferma:

“Quello che è importante è che il sindacato, ma soprattutto i politici, il governo, introducano dei minimi salariali che possano valere anche per loro: il salario minimo orario, che in Italia non esiste, sarebbe uno strumento utile per proteggere questi lavoratori”. E aggiunge:”Il datore di lavoro deve versare anticipatamente le somme all’Inps e poi l’Inps le trasferisce al lavoratore, quindi lo proteggiamo dal rischio d’impresa“, conclude Boeri.

Sulla stessa linea l’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, secondo il quale “una misura oraria gia’ esiste, introdotta con i voucher dal governo Prodi: si tratta di 10 euro lordi orari, 7,5 netti, comprensivi della tutela Inail e dei contributi Inps”.