Fink ottimista: “È l’ora che gli investitori si rilassino un po’”

7 Marzo 2019, di Alberto Battaglia

Siamo molto preoccupati rispetto all’andamento dell’economia in Europa: lo ha dichiarato il presidente di BlackRock, Larry Fink, dopo aver espresso un moderato ottimismo per l’andamento dell’economia globale e per le stesse prospettive della Cina. BlackRock è il maggior fondo d’investimento al mondo, e Fink stesso è ritenuto da Forbes fra i 30 uomini “più potenti” del mondo.

“Questo non significa che l’Europa andrà in recessione nel 2019, probabilmente avrà una crescita vicina allo zero” e non superiore all’1%, ha dichiarato Fink, ospitato da Bloomberg TV. Per gli Stati Uniti, nonostante il raffreddamento degli effetti della riforma fiscale, Fink si attende un tasso di crescita del “2,5 o del 2,6 o del 2,7%”, considerando anche l’ottimo livello di fiducia da parte dei consumatori.

E’ un momento discreto per l’economia globale, visto l’atteggiamento più da colomba assunto in questa fase da parte delle banche centrali. “Per questo direi che un momento in cui suggerirei agli investitori di essere un po’ più rilassati”, ha dichiarato Fink. Se l’economia andrà abbastanza bene, il ceo di BlackRock non è altrettanto ottimista sugli sviluppi politici che starebbero favorendo il populismo i varie parti del mondo, dal Brasile all’Italia. Il problema del populismo, secondo Fink, deriva dai “comportamenti rivolti a risultati di breve termine da parte dei governi”. Al contrario, in Cina i leader sarebbero ancora ragionando a lungo termine, ha aggiunto.

Al di là del populismo la prima fonte di rischio, secondo Fink, è la portata del deficit pubblico statunitense”. Inoltre, se dovesse essere raggiunto un accordo tale per cui verrebbero annullati gli squilibri commerciali fra Cina e Usa, il Dragone non avrebbe più la disponibilità di dollari che fino ad oggi ha consentito l’acquisto di così tanti Treasuries americani. Questo fattore, assieme ai deficit di bilancio pubblico, accrescerebbe i costi di finanziamento per lo stato federale americano. “Sono un grande sostenitore del fatto che i deficit di bilancio contano. E del fatto che i deficit porteranno i tassi di interesse molto più in alto e potrebbero portarli a un livello insostenibile”, ha detto Fink. E no, interrogato sulla possibilità di monetizzare il debito illimitatamente, come suggerisce la Modern Money Theory (MMT) non sarebbe una soluzione secondo Fink. “Non dovrei dirlo in televisione… ma è spazzatura”.