La vera sfida per le banche italiane sono gli incagli

23 Maggio 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – La prossima sfida per il comparto bancario sarà focalizzata sulle inadempienze probabili (denominati prima ‘incagli’), ovvero i crediti per i quali la banca ritiene improbabile un rimborso integrale. A renderlo noto una ricerca di Pwc sul segmento delle inadempienze probabili secondo cui a fine 2016 i crediti in sofferenza (Non Performing Exposures, Npe) delle banche italiane erano i più elevati in Europa, per un valore lordo (Gross Book Value) di 324 miliardi di euro, in calo del 5% rispetto al picco raggiunto a fine 2015 di 341 miliardi.

All’interno di questi volumi, il segmento delle inadempienze probabili (Unlikely To Pay, Utp) a fine 2016 ammontava a 117 miliardi (Gbv), in calo dell’8% rispetto al dato di 127 miliardi di fine 2015. Secondo PriceWaterhouseCoopers, il volume degli Utp, inferiore a quello delle sofferenze (Bad Loans) in termini di Gross Book Value (117 miliardi contro 200 miliardi) ma superiore in termini di Net Book Value (86 miliardi contro 85 miliardi) richiederà per gli analisti “l’adozione di una mirata strategia di gestione da parte delle banche italiane”.

“L’urgenza di una gestione mirata delle inadempienze probabili è confermata dall’incidenza rispetto ai volumi complessivi di Npe: considerando le 20 maggiori banche italiane, il 37% delle Npe è rappresentato da Utp, mentre per 12 istituti tale quota è superiore al 40%, un’incidenza molto significativa”.

A ciò si aggiunge anche il fatto che il 1° gennaio 2018 entrerà in vigore una nuova metodologia  sulle regole contabili internazionali –  la transizione all’IFRS9 dallo IAS39 –  che determinerà la classificazione di una maggiore quota di crediti performing come Non Performing Exposure (Npe) o inadempienze probabili e un maggiore tasso di copertura necessaria.

Le banche dovranno quindi prevedere accantonamenti sulla base delle perdite attese e non solo all’occorrenza di specifici eventi (da impairment test), adottando così un approccio che guarda al futuro per anticipare e prevedere perdite ai primi segnali di deterioramento del credito.