La vendita allo scoperto non ha mai reso tanto come nel 2015

22 Gennaio 2016, di Alberto Battaglia

NEW YORK (WSI) – C’è sempre qualcuno che sorride quando il mercato crolla: chi ha venduto allo scoperto. Per gli short seller il 2015 è stato l’anno più profittevole di sempre; in termini relativi, anche più del 2008 della grande crisi finanziaria. Non solo: questo inizio di 2016, il più difficile di sempre per le azioni globali, suona alle orecchie degli “orsi” come la migliore delle ouverture.

A fornire i dati sui profitti delle vendite allo scoperto, quelle che consentono di realizzare profitti dal ribasso dei titoli sui quali si investe, è lo studio dedicato da Markit. La prima notizia è che l’attività di short selling ha raggiunto il picco nelle settimane finali del 2015 e non accenna a diminuire.

Nel mercato americano Markit ha calcolato che le dieci azioni il cui ribasso è ritenuto più probabile, le più care da vendere allo scoperto, hanno sottoperformato il mercato di un 26% record: più del 19%  registrato dalle dieci azioni più shortate nel nefasto 2008. Questo gennaio, inoltre, si preannuncia come un mese record per quelle stesse azioni (le più care da vendere allo scoperto): infatti, stanno già sottoperfomando il mercato del 6,7%. Fra queste Markit ha individuato Chesapeake Energy, Peabody Energy e Sears Holding.

Può sembrare insolito che, come prima ricordavamo, la vendita allo scoperto nel 2015 abbia reso, in termini relativi, più del 2008. Ciò è stato possibile per le dinamiche assai divergenti all’interno del mercato durante lo scorso anno: mentre nel 2008 le vendite erano state generalizzate, il 2015 dell’S&P 500 ha visto un declino delle dieci azioni peggiori del 64%, mentre le dieci migliori sono salite del 71%. Fra queste ultime compaiono Netflix e Amazon. Ciò che è stato il 2008 per le commodity è stato anche il 2000 per per il settore tecnologico.

Con i mercati che promettono tempesta le strategie cambiano. Secondo Michael Shaoul, a capo di Marketfield Asset Management (fondo che gestisce 2,4 miliardi long-short)

Negli ultimi cinque, sei anni si era condizionati a usare la debolezza come un’opportunità d’acquisto e quando altre persone sono terrorizzate si viene premiati per il coraggio; a questo punto del ciclo invece la debolezza va trattata come un valore di facciata. Quando un settore inizia a deteriorarsi, non c’è ragione per aspettarsi che migliori

Fonte: Bloomberg