Politica: corruzione, fenomeno inarrestabile senza tempo

24 Maggio 2017, di Giovanni Falcone

A seguire l’attualità politica, accompagnata dai numerosi scandali di corruzione e malaffare nel mondo della nostra classe dirigente (impresa & politica), sembra rivivere il clima degli anni ’90, quello di tangentopoli scoppiato a Milano.

Nel frattempo, ho avuto modo di ascoltare l’ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Piercamillo DAVIGO,  già facente parte e protagonista nella stagione di “mani pulite”, in una intervista al Corsera ebbe a dire: “I politici rubano più di prima. Oggi non si vergognano più”.

In proposito, viene spesso ripetuto l’assioma con l’epoca di tangentopoli perché, si dice, allora i politici rubavano per il partito. Oggi invece, gli stessi politici rubano per arricchimento personale.
A mio avviso si tratta di un’analisi tanto superficiale quanto sbagliata in quanto se durante le indagini di tangentopoli venivano scoperti illeciti finanziamenti ai partiti politici per svariati miliardi di lire, senza essere annotati in contabilità, mi si spiega come faceva il politico dell’epoca a rinunciare all’arricchimento personale?
Se io non annoto una entrata, una posta attiva del bilancio in contabilità, potrò fare, a mio piacimento, l’uso che voglio senza fornire alcun rendiconto.

Ergo, poter distinguere il rubare per il partito che per le proprie tasche diventa un’operazione difficile, anzi che dico, impossibile da decifrare.

Poi, per dire che qualcosa sta cambiando nell’ottica di una maggiore trasparenza ed azione di contrasto alla corruzione e nel segno dell’ottimismo a prescindere, voglio solo ricordare:
1. Questa classe politica ha da subito insediato un magistrato alla direzione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, peraltro vacante da oltre due anni;
2. Ha riscritto il nuovo Codice degli appalti pubblici – D.lgs 18 aprile 2016, n.50, semplificando e riducendo di due terzi il numero degli articoli;
3. Ha fatto la legge anticorruzione – legge 27 maggio 2015, n.69 – sulla quale si sta discutendo circa la necessità di allungare i termini di prescrizione e introdurre la figura dell’agente provocatore;
4. Le SS.UU. della Cassazione, nella seduta del 28 aprile 2016, hanno anche deciso sulla possibilità dell’utilizzo di virus informatici come il “Troian horse” nelle intercettazioni telefoniche, ovvero utilizzare metodologie analoghe  per contrastare fenomeni di corruzione nella Pubblica amministrazione. In passato, tale innovativo sistema veniva utilizzato solo per il contrasto alla criminalità organizzata;
5. E’ stato riformulato – in termini molto restrittivi – il nuovo falso in bilancio;
6. E’ stato introdotto il reato di auto-riciclaggio (o riciclaggio diretto), del quale ne sentivo parlare da trenta anni;
7. E’ stata fatta una nuova legge ad hoc su reati ambientali.

Certamente non basta, ma insomma, per quello che sto vivendo, a prescindere dalle indagini in corso per fatti ed episodi gravissimi dove auspichiamo giudizi rapidi e condanne esemplari, non mi sembra di vivere la palude di un tempo che fu’, anzi, tutt’altro …

L’ottimismo della ragione e, come diceva quel filosofo di cui mi sfugge il nome, “conservo il pessimismo per i giorni migliori” che, sono certo, arriveranno!