La Germania dice si al piano di aiuti, ma e’ solo l’inizio

29 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Via libera del Parlamento tedesco al rafforzamento del fondo europeo cosiddetto Salvastati (Esfs). Il voto favorevole, per nulla scontato alla vigilia, ha ottenuto una larga maggioranza: 523 sì (ne sarebbero bastati 511), 85 contrari e 3 astensioni.

UN TEST PER MERKEL – L’orientamento del Bundestag rappresentava un test cruciale sulla leadership del Cancelliere Angela Merkel, per le sue scelte europeiste, e per lo stesso governo federale. Merkel ha dovuto fare i conti in questi mesi con l’intransigenza di una parte dell’opinione pubblica ma anche dell’ élite economica e politica preoccupate per la crisi dei debiti sovrani e per i costi dei salvataggi che potrebbero gravare sulla Germania.

LA SODDISFAZIONE DELLA UE – La Commissione Ue ha accolto con favore il voto di Berlino che è considerato uno dei paletti a difesa della moneta unica si è detta fiduciosa sulla possibilità che l’estensione del mandato del Efsf sará approvato in tutti i paesi dell’Eurozona entro la metà di ottobre.

LA RIFORMA-La riforma prevede l’ampliamento della dotazione del fondo da 250 a 440 miliardi di euro e introduce la possibilità di acquistare titoli di stato europei sul mercato secondario e di mettere linee di credito a disposizione dei paesi in difficoltà. In base all’accordo raggiunto dal Consiglio europeo il 21 luglio, tutti i parlamenti dei 17 paesi membri dell’Eurozona devono ratificare l’adozione delle nuove misure.

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Angela Merkel strappa una vittoria importante per l’euro e per la sua coalizione. Con 523 voti favorevoli e 85 contrari (tre le astensioni) il governo ha ottenuto l’ampliamento delle risorse del fondo salva stati di emergenza a $440 miliardi. Espansi inoltre i limiti alla ricapitalizzazione delle banche. Erano sufficienti 311 si. Fondamentale e’ stato il sostegno assicurato da socialdemocratici e Verdi.

Il Cancelliere tedesco, a rischio di ammutinamento all’interno del partito, proprio per le sue politiche in Europa, ha ottenuto l’approvazione di un procedimento chiave per impedire il crack dell’area euro. Al Bundestag i partiti della maggioranza, Cdu, Csu e Fdp contano insieme 330 poltrone su 620. La maggioranza era teoricamente possibile anche senza i 19 voti della Fdp.

E’ stato ricucito cosi’ in extremis lo strappo all’interno della coalizione di governo. Piu’ di una corrente interna alla maggioranza del governo Merkel avevano espresso malcontento e contrarieta’ a spendere nuove risorse per il fondo European Financial Stability Facility e questo si temeva potesse condizionare negativamente l’esito del voto svoltosi oggi al Bundesbank.

La Germania e’ il motore dell’economia dell’area euro a 17, e deve contribuire piu’ di altri stati membri ad alimentare le risorse del fondo. Con il voto odierno Berlino garantisce prestiti in futuro di fino a 211 miliardi di euro, in rialzo dalla somma precedente di 123 miliardi.

“Oggi abbiamo dato un contributo importante alla nostra nazione, all’Europa e alla stabilita’ dell’euro”, ha detto durante il dibattimento in aula Volker Kauder, il leader del gruppo parlamentare della coalizione di Merkel.

Ma il si ottenuto oggi da Merkel non rappresenta certo l’uscita dal tunnel. Come spiegano gli economisti tra cui Fredrik Erixon, a capo dell’European Centre for International Political Economy di Bruxelles, “e’ solo il primo passo del processo per fornire un pacchetto di aiuti alla Grecia che argini la crisi del debito sovrano”, calmando le acque agitate dei mercati finanziari di tutto il mondo.

Prima della notizia le Borse europee erano per lo piu’ positive, dopo un’apertura in calo. Al momento i rialzi sono consolidati con Piazza Affari che avanza dell’1,42%, Francoforte guadagna lo 0,58% e Parigi lo 0,79%. Solo Londra rappresenta un’eccezione, accusando un calo dello 0,37%. Dal voto al Bundestag, l’attenzione si sposta ad Atene, dove e’ in corso una riunione della troika Ue-Bce-Fmi.

Tutti gli occhi del continente erano puntati sul Parlamento tedesco. Il voto favorevole rende molto più concreto l’impegno annunciato nei giorni scorsi per aumentare le risorse depositate nell’EFSF. L’obiettivo degli stati membri dell’Unione Europea e’ quello di portare il fondo a 440 miliardi di euro per affrontare meglio la crisi e offrire più garanzie alla Grecia, che continua ad avere un disperato bisogno di denaro per evitare il fallimento.

La strategia dell’Eurotower e’ quella di prendere tempo, ovvero impedire un default immediato e che rischia di essere disordinato della Grecia, in modo da dare a Spagna e Italia la possibilita’ di rimettere in sesto le loro finanze e varare le riforme necessarie per la crescita.

A Londra l’indice Ftse 100 scende dello 0,4%. A Milano l’indice Ftse Mib avanza dello 0,9%. A Francoforte il Dax cresce dello 0,3% e il Cac 40 di Parigi sale dello 0,6%. In rialzo dello 0,14% Madrid, mentre Atene perde l’1,3%.

Nel frattempoo in Grecia la crisi continua ad aggravarsi e ad Atene e’ il caos: sono stati occupati i ministeri. Diverse categorie hanno annunciato una nuova serie di scioperi per protestare contro le nuove, ennesime, misure di austerita’ decise dal governo. L’annuncio di una nuova imposta patrimoniale e di altri tagli alle pensioni e’ stato accolto molto duramente dalla popolazione, che negli ultimi mesi ha dovuto affrontare enormi sacrifici – come sono stati definiti dal premier George Papandreou – e un sistema economico bloccato.