La crociata puritana di JP Morgan: niente più clienti porno

6 Maggio 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Niente più pornostar tra i clienti di Jp Morgan Chase. I film a luci rosse non piacciono allo storico colosso delle banche americane e così in questi giorni sono partite le lettere che annunciano la chiusura dei conti correnti agli attori e alle attrici clienti dell’istituto.Una sorta di crociata anti-porto quella di Jp Morgan.

Pare siano più di un centinaio le star coinvolte e tra queste c’è anche qualche nome molto conosciuto sulla scena hot come quello della 28enne Teagan Presley. Da un giorno all’altro ha dovuto trovarsi un altro istituto. Su Twitter, la giovane star, racconta che il conto che aveva lo usava solo per pagare al supermercato o per fare la spesa con i figli.

La banca non ha voluto dare spiegazioni sulla sua decisione né nella lettera inviata agli ormai ex-clienti né alla stampa Usa. C’è da immaginare che il rischio reputazione abbia avuto un peso decisivo nella scelta presa. Per altro l’immagine di Jp Morgan è legata a ben altre vicende “calde”.

Basti ricordare i maxi buchi fatti con i cosiddetti mutui subprime che scatenarono la più grande crisi finanziaria del secolo scorso cancellando milioni di posti di lavoro in poco tempo. Le responsabilità della banca sono riconosciute nella cifra colossal da 13 miliardi di dollari che ha patteggiato nel novembre scorso proprio per i crediti subprime.

Tra i clienti passati della banca, va detto poi, ci sono nomi ben più “hot” che hanno fatto i titoli delle recenti scandali finanziari. Come quello di Bernie Madoff, protagonista della truffa di dimensioni esagerate: ben 65 miliardi di dollari tra i risparmiatori ricchi e meno ricchi di Usa e non solo. Anche questa vicenda è poi finita con un patteggiamento per Jp Morgan, sta volta da 1,7 miliardi. Madoff invece sta scontando 150 anni di carcere.

Ora la decisione di Jp Morgan di chiudere i conti alle porno star americane fa di nuovo parlare site https://deepfakeporn.co/. Stavolta a gonfiare la notizia ci si è messo però anche Twitter, il servizio di notizie ultra brevi palcoscenico di ogni possibile commento. Sul social si sono scatenati appelli a boicottare la banca e a chiudere ogni rapporto con questa.

E c’è anche chi guarda avanti e si lancia in nuove proposte: creare un istituto solo per il settore del porno. Un’industria, tutto sommato, fiorente che negli Usa può contare ormai su un giro d’affari da oltre un miliardo di dollari l’anno. Una tendenza che appare in crescita.

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