La Cina riparte, merito delle droghe monetarie

10 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Produzione industriale, consumi e investimenti: in Cina tre indicatori macroeconomici chiave segnano sviluppi positivi ad agosto, e in questo modo alimentano la possibilità che la gigantesca economia stia già riuscendo a riaccelerare il ritmo, dopo le frenate dei trimestri passati.

Secondo gli economisti si tratta di un primo segnale che il piano di misure mirate per il rilancio varato a fine luglio dal governo sta già iniziando a dare i primi frutti.

Ad agosto la massiccia industria cinese ha visto il ritmo di produzione su base annua rafforzarsi al più 10,4 per cento, secondo i dati dell’ufficio nazionale di statistica cinese, a fronte del più 9,7 per cento di luglio. Si tratta di un valore superiore al più 9,9 per cento atteso in media dagli analisti.

Nel frattempo le vendite del commercio al dettaglio, cartina di tornasole della dinamica dei consumi, si sono a loro volta attestate in leggera accelerazione al più 13,4 per cento. E anche in questo caso hanno superato le attese medie degli analisti, che si aggiravano sul più 13,2 per cento.

Infine gli investimenti su impianti, macchinari e in generale su capitale fisso hanno registrato un più 20,3 per cento sul cumulato del periodo gennaio-agosto, laddove sui soli primi sei mesi dell’anno si erano fermati al più 20,1 per cento.

Un’altra testimonianza che le restrizioni che nei mesi scorsi si erano evidenziate sull’andamento del credito in Cina, suscitando un certo allarmismo sulla stampa finanziaria internazionale, si sono allentate almeno per questo aggregato chiave.

Nel secondo trimestre la crescita economica della Cina aveva registrato una attenuazione al più 7,5 per cento su base annua, che per quanto potrebbe apparire esuberante rispetto agli standard asfittici dei Paesi europei, ha invece rappresentato la performance più debole dalla fine degli anni ’90.

Questo ha spinto la Banca centrale cinese a correggere la rotta della sua politica monetaria, che priama aveva chiaramente orientato in senso restrittivo. Già un mese fa comunque segnali di miglioramento si erano visti dai dati sul commercio con l’estero.
(Afp, TMNwws)