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La causa che potrebbe svelare chi ha inventato il Bitcoin

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Nessuno ha mai veramente svelato il mistero sull’identità di Satoshi Nakamoto, l’autore del paper che nel 2008 annunciava la creazione del Bitcoin, una moneta peer 2 peer che avrebbe posto le basi del sistema blockchain per come oggi lo conosciamo. Una causa per il riconoscimento di un’eredità potrebbe svelare in sede giudiziaria chi sia il vero, o i veri, inventori del Bitcoin. Uno dei nomi circola ormai da anni ed è quello dell’australiano Craig Wright, 51 anni.

L’altro è il programmatore David Kleiman, morto nel 2013. I suoi famigliari hanno chiesto a un tribunale della Florida che venga loro assegnata metà dei Bitcoin che Kleiman avrebbe “minato” assieme al suo socio, Craig Wright. Si tratta di una fortuna da un milione di Bitcoin, che ai valori attuali (18 novembre) varrebbe 58,2 miliardi di dollari. Se Craig Wright dimostrasse di essere in possesso della private key che controlla questo portafoglio di Bitcoin, dimostrerebbe al mondo di essere veramente lui il creatore della moneta – fatto ancora oggi avvolto da dubbi e diffidenze. Dal 2016, Wright sostiene di essere il vero Satoshi Nakamoto senza però aver fornito una prova in grado di convincere la comunità.

I legali di Kleiman hanno dichiarato al Wall Street Journal di essere “convinti che ci fu una stretta collaborazione” con Wright, “per creare il primo milione di Bitcoin e lo dimostreremo”. Di conseguenza, se così fosse, Nakamoto sarebbero due persone e metà dei Bitcoin che ha creato spetterebbero di diritto agli eredi di Kleiman. Secondo i documenti della causa presentati, Kleiman e Wright avrebbero collaborato dall’inizio del 2008 per quello che poi sarebbe diventato il paper di nove pagine sul Bitcoin, dopodiché avrebbero collaborato per lanciare la moneta.

“Crediamo che la corte scoprirà che non c’è nulla che indichi o registri che [i due] erano in una partnership”, ha detto Andrés Rivero, un avvocato di Wright.