La Borsa di Londra, il London Stock Exchange Group (LSEG), sta valutando la possibilità di ampliare gli orari di contrattazione fino a raggiungere, potenzialmente, una finestra di trading di 24 ore. A riferirlo è il Financial Times, che cita fonti vicine alla questione. Il gruppo starebbe – secondo il quotidiano di Londra- analizzando i requisiti tecnologici, gli impatti regolatori e le implicazioni di mercato legate a un’eventuale estensione degli orari di apertura.
Un portavoce citato nell’articolo ha confermato che LSEG è “assolutamente impegnato” nel valutare “se questo significhi trading 24 ore su 24 o semplicemente un’estensione degli orari attuali”. Il tema, si apprende, è al centro di “importanti discussioni commerciali, politiche e regolatorie”.
Una scelta strategica per restare competitivi
Nonostante la quota di ricavi derivanti dal trading azionario sia marginale per LSEG – appena il 2,7% nel primo trimestre dell’anno – la Borsa di Londra resta un’infrastruttura centrale per l’accesso ai mercati britannici da parte degli investitori internazionali. Attualmente, l’orario di contrattazione va dalle 8:00 alle 16:30.
Oltre agli aspetti tecnici, il gruppo starebbe riflettendo anche sull’impatto che un’estensione degli orari potrebbe avere su altri mercati, in particolare per le società a doppia quotazione, e sulla liquidità, oggi concentrata nelle aste di apertura e chiusura.
Secondo un’altra fonte riportata dal Financial Times, la riflessione fa parte di una più ampia analisi interna su nuovi prodotti e servizi.
Un trend che parte dagli Stati Uniti
Quello delle negoziazioni non-stop è un tema al centro del dibattito nei mercati finanziari da tempo, soprattutto negli Stati Uniti, dove gli investitori della West Coast devono affrontare una chiusura ufficiale alle 13:00 locali. Al contrario, il periodo notturno americano coincide con le ore diurne in Asia, dove mercati come Corea del Sud, Giappone e Cina vantano comunità retail molto attive. Non solo.
La spinta verso finestre di contrattazione più ampie nasce in parte dalla diffusione del trading da smartphone tra gli investitori più giovani e dal funzionamento dei mercati delle criptovalute, operativi 24 ore su 24, che hanno abituato molti utenti a una dinamicità continua. Dopo il Covid si è registrato un forte aumento del trading online da parte degli americani a seguito del forte rialzo da parte dei principali titoli tecnologici quotati a Wall Street.
Per questo motivo negli ultimi mesi diversi operatori statunitensi hanno presentato richieste alla Securities and Exchange Commission (SEC) per ottenere il via libera al trading 24 ore su 24. Tra questi figurano colossi come il New York Stock Exchange, Nasdaq e Cboe Global Markets, che insieme rappresentano circa il 40% degli scambi azionari in borsa negli Usa.
L’iniziativa fa seguito all’approvazione preliminare del progetto “24X”, una nuova borsa pensata per operare senza interruzioni. Tuttavia, il via libera definitivo dipenderà dalla risoluzione di criticità normative e sistemiche ancora aperte.
Anche in Europa il dibattito è vivo. A maggio, la Federation of European Securities Exchanges ha affermato che finestre più lunghe di contrattazione potrebbero attrarre il retail, ma ha anche messo in guardia sulla sostenibilità a lungo termine di simili modelli.