La BCE guarda a politiche bilancio, crescita resta moderata

15 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – La ripresa economica prosegue in Europa ma ad un tasso piuttosto moderato e discontinuo. Lo conferma il bollettino mensile della BCE, pubblicato questa mattina, che sottolinea anche il progressivo aumento dell’incertezza. Per contro, l’inflazione resta moderata e dovrebbe essere confermata al di sotto del target del 2% nel medio periodo. Gli indicatori economici emersi di recente – sottolinea il bollettino della BCE – suggeriscono un leggero rallentamento della crescita dalla primavera di quest’anno, ma i rischi restano bilanciati, seppur in un quadro di grande incertezza. La ripresa dell’economia mondiale e l’incremento del commercio estero, dovuto anche all’andamento del cambio dell’euro, dovrebbero contribuire a sostenere la crescita, così come la stabilità dei prezzi è un supporto alla spesa dei consumatori. Tuttavia, le tensioni dei mercati finanziari, uniti ad un peggioramento della fiducia, rappresentano il principale limite alla ripresa, assieme alle politiche di aggiustamento dei bilanci pubblici ed agli impatti negativi esercitati dal mercato del lavoro. L’attuale livello dei tassi di interesse resta dunque appropriato con le dinamiche di crescita ed inflazione, oltre che con le prospettive economiche nel breve e medio periodo. La BCE lancia una nuova raccomandazione ai Governi dei Paesi membri dell’Eurozona, che devono assicurare una politica fiscale coerente con l’obiettivo di un consolidamento fiscale. L’Eurotower però auspica anche piani più ambiziosi in tutti i casi in cui potrebbe verificarsi una peggioramento della ratio del debito pubblico rispetto agli attuali livelli. In questo contesto è necessario anche aumentare la sorveglianza sull’attuazione delle politiche di bilancio e rafforzare la struttura regolamentare europea, con l’intento di evitare nuovi possibili squilibri ed una gestione coordinata della crisi che riduca l’azzardo morale. L’Istituto centrale di Francoforte pone l’accento anche sulle riforme strutturali, che devono essere affiancate alle politiche di bilancio, per un recupero della competitività e per un miglioramento della situazione del mercato del lavoro. Ben vengano dunque le politiche miranti ad una maggiore flessibilità del mercato lavorativo e dei salari, così come tutte quelle riforme miranti ad un recupero della produttività.