L’Italicum è un pasticcio

30 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La legge elettorale ribattezzata Italicum è in dirittura d’arrivo. La soglia di sbarramento è stata alzata al 37% e il premio di maggioranza di conseguenza è sceso al 15%.

La norma Salva Lega è quella che fa maggiormente discutere: prevede la promozione nelle aule parlamentari con almeno il 9% in tre regioni. Ma se queste fossero Umbria, Molise e Basilicata basterebbero 130 mila voti (il 9% della popolazione votante).

Tenendo conto delle statistiche relative alle ultime elezioni, il 9% della popolazione votante in Umbria nella circoscrizione Camera non raggiungerebbe quota 70.000, in Molise 20.000, e 40 mila in Basilicata. In totale 130 mila. Nei calcoli non è stata contata la Valle d’Aosta, perché è una regione a statuto speciale.

Sel o Lega, i due partiti i cui deputati e senatori con questa legge post Porcellum rischiano di rimanere fuori, potrebbero per esempio presentare candidati forti nelle regioni più piccole, dove la concorrenza è minore e dove basterebbero alcune decine di migliaia di voti per ottenere il 9%.

La Repubblica scrive che con le modifiche scaturite dal compromesso sull’Italicum (soglia di sbarramento al 4,5% per i partiti coalizzati) anche il Nuovo Centro Destra entrerebbe alla Camera. La situazione è cambiata all’ultimo rispetto a quanto ipotizzato nell’accordo base della settimana scorsa proprio per favorire i due partiti di destra.

Intanto, “appare ormai chiaro che nessuno ha intenzione di modificare la norma per cui anche le liste sotto la soglia concorreranno al ‘bottino’ delle coalizioni: ma anche così, sia la coalizione di centrosinistra che quella di centrodestra ad oggi sono stimate dai sondaggi intorno al 35-36%”.

Si prospetterebbe dunque un ballottaggio, da cui sarebbe escluso il Movimento 5 stelle. A meno che non riescano a fare lo sgambetto a una coalizione orfana di Berlusconi, che se si andasse al voto l’anno prossimo farebbe il leader in pantafole dalla casa scelta in cui passare gli arresti domiciliari per la condanna per frode fiscale.
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L’obiettivo del PD guidato da Matteo Renzi è di raggiungere l’approvazione del ddl in prima lettura a febbraio e quella definitiva entro maggio, superando probabili voti segreti in cui rischiano di scaricarsi le insoddisfazioni dei piccoli partiti della maggioranza di governo e della minoranza del Pd.