L’Europa saluta il 2010 in ordine sparso

31 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Finale di seduta e d’anno misto per le principali borse europee, alle prese con volumi decisamente inferiori alla media mensile vista l’assenza di molti operatori per i festeggiamenti del Capodanno. Alcune piazze hanno deciso di non aprire proprio i battenti, come quelle di Francoforte, Milano, Madrid, Copenhagen, Helsinki e Stoccolma mentre Parigi, Bruxelles, Amsterdam, Lisbona e Londra hanno osservato un orario ridotto. Pochi gli spunti operativi, con scarse indicazioni provenienti dall’Asia dove la borsa giapponese è rimasta chiusa per festività assieme a molte altre piazze. Tonica Shanghai, nonostante la pessima performance del 2010. A galvanizzare i listini asiatici le speranze di un rafforzamento della ripresa economica negli Stati Uniti, che ha fatto tornare gli acquisti su farmaceutici e industriali. Ultimi sprazzi di follia per l’euro nel 2010, con il cross che riaggancia quota 1,33 dollari portandosi esattamente a 1,3381. Gli investitori continuano a preferire il franco svizzero al biglietto verde, perché considerato porto sicuro per la liquidità, in attesa di nuovi sviluppi sulla ripresa economica mondiale e sulla crisi del debito in Europa. Facendo un bilancio, il 2010 si chiude per l’euro con un deprezzamento piuttosto consistente nei confronti del dollaro, visto che il 31 dicembre del 2009 il cross eur/usd viaggiava attorno alla soglia degli 1,40. La debolezza del biglietto verde e le buone prospettive di richiesta per il 2011 hanno fatto registrare all’oro un ottimo 2010. Il metallo giallo, infatti, ha segnato il progresso più ampio degli ultimi tre anni, pari al 29% circa. Per l’anno venturo alcuni analisti prevedono la rottura dei 1.500 dollari l’oncia. Nel complesso i metalli preziosi nel 2010 hanno fatto faville, con il palladio alla testa della corsa con un incremento annuo del 95%. I prezzi del petrolio si avviano a chiudere l’anno con un incremento del 12% circa e con una media attorno agli 80 dollari al barile. Si tratta di un livello piuttosto elevato, che si spiega con la ripresa economica globale e con un inverno insolitamente freddo. Solo nel 2008 i prezzi dell’oro nero erano stati in media più alti, pari a 99,75 dollari. Dopo aver oltrepassato lunedì i 97,88 dollari al barile, spingendosi sui massimi degli ultimi ventisei mesi, il prezzo dell’oro nero newyorkese è sceso a 89,52 dollari al barile mentre il Brent vale 92,52 usd/bar. In chiusura Bruxelles mostra una limatura dello 0,04% a 2589 punti assiema ad Amsterdam -0,09% a 356 punti. Peggio Parigi con una discesa dello 0,71% a 3823 punti e Londra con un rosso dell’1,19% a 5899 punti. Diverso per ogni piazza il bilancio del 2010: Francoforte ha guadagnato il 16% mentre Madrid ha perso il 17%. A livello settoriale le auto sono risultate tra i top performer dell’Europe Stoxx 600 index, con un progresso del 45% circa. Bene anche il settore beni e servizi +34% mentre il comparto oil & gas risulta il peggiore con un incremento dell’1%. Tra le singole note spicca il +142% di Arm Holding e Carphone Warehouse che ha triplicato il suo valore.