L’Asia estende le perdite. Prosegue il calo dell’euro

28 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – I listini azionari della regione Asia estendono i cali. Oltre ai timori sull’innalzamento del tetto limite del debito negli Stati Uniti, giungono nuovi segnali che la crescita della più grande economia al mondo sta rallentando. Delusione per la fiacca domanda di beni durevoli. Oro in ritirata dopo i record raggiunti ieri di $1.628 l’oncia. Euro in calo sul dollaro, a $1,4344.

L’indice Dow Jones Asian Titans perde l’1,52%. Nikkei (-1,45% in chiusura) il peggiore, sorpassa la soglia psicologica dei 10.000 punti, a 9.901,35 punti, vista la debolezza dei dati Usa. Seul (-0,91%). Sydney (-1,43%), con le società minerarie che soffrono dei movimenti nei prezzi delle materie prime. Hong Kong (-1,06%), Shanghai (-1,05%) e Singapore (-0,47%).

“Si tratta di un rallentamento generale”, ha detto a Bloomberg Brian Jacobsen, chief portfolio strategist per Wells Fargo Funds Management a San Francisco. “Sfortunatamente, siamo al punto dove tutto dipende dalle notizie che ci arriveranno da Washington, che determineranno se avremo una nuova recessione”.

Commodities: Wti ($97,25, -0,15%), Brent ($117,64, +0,18%), oro ($1.615,6, +0,03%), argento ($40,415, -0,38%) e rame ($4,4595, +0,07%).

Eurodollaro a $1,4344 (-0,19%). Sullo yen a ¥111,53 (-0,38%). Sul franco svizzero a CHF1,1498 (-0,15%).