L’America sara’ la salvezza delle banche europee?

17 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – C’è una cosa a cui le banche europee non vogliono proprio rinunciare: il loro business in Usa. Gli istituti stanno smobilizzando i loro asset in tutto il mondo, per andare incontro a quelle che sono le richieste di capitale imposte dall’autorità bancaria europea di controllo, l’Eba. E, anche, a prescindere dalle richieste, per salvarsi dalla crisi dei debiti sovrani, che sta divorando i loro profitti.

Dunque, molto delle banche è in vendita: a parte, come fa notare un articolo del Wall Street Journal, gli asset retail presenti negli Stati Uniti: quelli non si toccano, anche perchè rappresentano i business che garantiscono ritorni più soddisfacenti.

Tra queste banche ci sono Banco Santander, Royal Bank of Scotland Group, e Banco Bilbao Vizcaya Argentaria SA.. Si tratta di una strategia decisamente opposta a quella di due anni fa circa, quando gli istituti europei avvertivano invece l’impellente esigenza di liberarsi dei loro asset americani. Il cambiamento di rotta irrita soprattutto i gruppi bancari canadesi e nipponici, che stanno cercando di aumentare la loro presenza nel settore bancario americano.

Indicativo il caso di BNP Paribas, che ha rifiutato due offerte per la sua sussidiaria americana, Bank of West con sede a San Francisco, arrivate da almeno due banche nordamericane. La banca francese è proprietaria anche di First hawaiin Bank.

Tornando a Banco Santander, si può capire perchè la banca spagnola non vuole riunciare alla sua controllata americana, Sovereign Bank. Questa ha inciso infatti sul 6% degli utili di Santader nell’anno terminato lo scorso 31 dicembre. Sovereign dispone di più di $75 miliardi di asset e di filiali che vanno dal Maine al Maryland.

RBS, la banca europea che ha la maggiore presenza negli Stati Uniti, non ha poi alcuna intenzione di liberarsi di Citizens Financial Group, gruppo di franchising con sede a Providence, nello stato del Rhode Island, che dispone di asset per $130 miliardi e di più di 1.500 filiali in 12 stati americani.