Juncker: Bce si accolli parte delle perdite sul debito greco

27 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro ieri si è assistito ad un forte recupero dei listini azionari e ad un calo dei tassi governativi. In particolare si è registrato un forte calo dei tassi governativi italiani con il decennale che si è portato fin sotto il 6%, complice anche il buon esito dell’asta sui Ctz che ha registrato una domanda di gran lunga superiore all’offerta e con tassi in netto calo rispetto all’asta precedente (3,7% da 4,8%, ai minimi da agosto 2011).

Il calo dei tassi governativi non ha però interessato Grecia e Portogallo che continuano a rimanere nell’occhio del ciclone.

I titoli portoghesi continuano a registrare un forte rialzo dei tassi di rendimento con il due anni portatosi sopra il 16% ed il cinque anni che ha registrato un nuovo massimo sopra il 20%. Nuovo record anche per il cds portoghese a cinque anni.

Sullo swap del debito greco sono sempre più insistenti le indiscrezioni che vedono una conclusione dell’accordo entro il fine settimana. Sarebbe infatti auspicabile un accordo prima della riunione dei capi di stato e di governo dell’Ue di lunedì.

Secondo quanto riportato da Reuters che cita una fonte vicina alla Bce, i membri dell’Istituto, durante la riunione di metà mese, sono rimasti divisi sulla gestione dei titoli del debito greco in portafoglio.

Juncker, capo dell’Eurogruppo, ha dichiarato che il Fmi non ha spinto affinché la Bce si accollasse le perdite sul debito greco e che se anche questo succedesse le perdite sarebbero molto basse. Juncker ha infatti affermato che la Bce ha acquistato titoli greci con un elevato sconto rispetto al valore nominale cosicché se anche dovesse accollarsi le perdite queste sarebbero praticamente nulle.

Il capo dell’eurogruppo ha anche aggiunto che oltre ai privati anche gli stati creditori della Grecia dovrebbero rinunciare ad una parte del debito. Questo perché anche in presenza di un accordo con i creditori privati, a suo giudizio, difficilmente sarà raggiunto l’obiettivo di ridurre il debito/Pil al 120%, condizione necessaria affinché il Fmi conceda fondi alla Grecia.

In Germania ieri il parlamento ha approvato la riapertura del Soffin, fondo a sostegno del settore bancario con una dotazione di 400 Mld€ di garanzie ed 80Mld€ di per ricapitalizzazioni.

Oggi in Italia ci saranno le emissioni di Bot semestrali per 8 Mld€ e flessibili per 3 Mld€.

Negli Usa l’indice S&P 500 ha chiuso in calo dopo aver segnato il nuovo massimo dallo scorso luglio. I due settori che maggiormente avevano trainato al rialzo i listini nelle due ultime settimane (immobiliare e dal bancario), sono risultati in calo rispettivamente del 2,2% (indice DJ riferito ai costruttori) e -3,3% (comparto bancario dell’indice S&P500). In quest’ultimo caso hanno chiuso in calo soprattutto le banche maggiormente collegate all’attività commerciale come ad esempio Wells Fargo (-3,8%), per il timore che l’estensione del periodo di mantenimento dei tassi fermi da parte della Fed possa penalizzare il margine di interesse.

Il calo dell’azionario è avvenuto malgrado le positive indicazioni sul fronte della spesa per investimenti aziendale. Gli ordini di beni durevoli di dicembre hanno segnato un recupero mensile del 3% trainati soprattutto dal forte recupero dei macchinari.

Caterpillar (ieri in recupero di circa il 2%), uno dei leader mondiali del settore, ha riportato utili del quarto trimestre in rialzo del 60% a/a, dichiarando di attendersi un fatturato record nel 2012, grazie ad un portafoglio ordini che a fine 2011 ha raggiunto il livello record di circa 30Mld$. Positive anche le indicazioni fornite da Caterpillar sul Pil Usa, atteso in crescita di almeno il 3% nell’anno in corso.

Sul fronte immobiliare invece sono risultate nuovamente in calo le vendite di nuove case nel mese di dicembre.

Valute: euro ancora in apprezzamento nella seduta di ieri spinto dal clima di ottimismo sui mercati che perdura ormai da quasi due settimane. Il cross ieri si è spinto fino ad area 1,32 ma ha ritracciato durante la sessione statunitense a causa della debolezza dei listini azionari. In mattinata il cross staziona in prossimità di area 1,31 ed è ipotizzabile un ritorno a quota 1,30 in vista degli importanti appuntamenti di settimana prossima che potrebbero comportare prese di profitto. Primo supporto a 1,3050.

Apprezzamento dello yen vs euro e dollaro favorito dalle prese di profitto sulle borse mondiali. Verso euro il supporto oggi si colloca a 100, la resistenza a 102,20. Verso dollaro l’area di supporto passa da 76,50-80.

Materie Prime: giornata positiva per i metalli industriali spinti dal nichel (+3,2%) e dal rame (+2,5%). Quest’ultimo sui massimi da 4 mesi grazie ad attese di politica espansiva della Fed nel prossimo futuro. Ieri è anche proseguito il rialzo dei metalli preziosi.

Tra gli energetici prese di profitto sul gas naturale (-4,5%), in rialzo il Brent (+0,9%) sulla notizia riportata da un giornale iraniano che il parlamento del paese starebbe pensando di bloccare le esportazioni vs l’Europa prima dell’inizio dell’embargo. Positivi gli agricoli.

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