JP Morgan vuole usare blockchain per i pagamenti transfrontalieri

7 Maggio 2018, di Daniele Chicca

JP Morgan ha depositato una domanda di brevetto americano per poter usare la blockchain per i pagamenti di denaro transfrontalieri. Con l’operazione dello scorso 3 maggio, l’istituto di credito ha in mente di permettere alle banche di effettuare trasferimenti tra loro senza essere inibite dalle frontiere.

La tecnologia alla base delle criptovalute è una rete distribuita molto apprezzata, perché garantisce un’immutabilità dei dati inseriti nei blocchi e perché il suo essere decentralizzata la rende più sicura di altri sistemi. Secondo l’AD di Twitter Jack Dorsey la blockchain, in una delle sue forme, diventerà la rete universale dei pagamenti.

A parte l’efficacia esecutiva, il sistema consente di inviare finanziamenti e pagamenti con costi più bassi, in maniera più veloce, più pratica e più sicura. L’obiettivo primario è quello di servirsi della tecnologia per facilitare le operazioni tra le banche.

Secondo JP Morgan la blockchain è “un sistema unico per registrare i pagamenti elettronici e salvare i dati”. La capacità di replicare i dati sui ledger distribuiti tramite una rete privata o pubblica decentralizzata offre un ulteriore vantaggio, sottolinea sempre la banca Usa.

JP Morgan, che non è la prima banca a fare affidamento sulla blockchain, ha spiegato che un metodo per effettuare pagamenti normalmente è un processo lungo che prevede:

  1. un soggetto che avvia un’istruzione per un pagamento a un beneficiario;
  2. un soggetto come una banca che esegue l’istruzione ricevuta e invia l’informazione a uno dei ledger della rete peer-to-peer;
  3. il beneficiario che riceve e completa l’operazione;
  4. la banca che ha fatto la richiesta deve convalidare l’ordine ed eseguirlo tramite un sistema interno alla stessa, addebitando il conto del “mittente”.

La blockchain, che ci ha spinto a “ripensare” le nostre strategie, sottolinea JP Morgan, può migliorare tale sistema, consentendo di stringere accordi in tempo reale, più rapidamente e anche a un prezzo più basso di quanto non sia possibile oggi giorno con i metodi tradizionali.

“Per i pagamenti transfrontalieri devono essere inviati una serie di messaggi tra le banche e le clearing house coinvolte nell’elaborazione del pagamento. Spesso questo rallenta la transazione, e favorisce i ritardi”. La blockchain consentirebbe di eliminare tutti questi ostacoli.

L’iniziativa di JP Morgan non dovrebbe sorprendere, dal momento che prima di depositare l’ordine in Usa, la banca ha lanciato una piattaforma per questo tipo di servizi transfrontalieri che si basa sulla tecnologia blockchain di ethereum Quorum.