JP Morgan: “mercato lavoro Usa peggiorerà”. E di molto

10 Giugno 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Nonostante la ripresa innegabile dei dati principali del mercato occupazionale statunitense, il tasso di partecipazione alla forza lavoro è ai minimi pluriennali.

Michael Feroli, economista di JP Morgan, è convinto che l’economia produrrà ancora meno posti di lavoro nel futuro.

Negli ultimi dieci anni gli Stati Uniti hanno creato 68 mila nuovi posti al mese. Nel frattempo la popolazione è però cresciuta al passo di oltre 200 mila al mese.

L’ultimo decennio ha visto una graduale perdita netta degli impieghi disponibili e delle nuove offerte di lavoro. Dal 1995 al 2005 era normale assistere a una creazione di posti dell’ordine delle 300 mila unità al mese.

E anche negli anni più negativi i numeri non si sono mai avvicinati alle cifre catastrofiche del 2008, anno in cui la crisi subprime ha toccato il suo apice.
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Anche se l’andamento è più positivo ora, non riesce in ogni modo a tenere il passo della continua crescita demografica. Quel che è peggio è che la creazione di posti di lavoro dovrebbe scendere dai tassi attuali, per assestarsi a circa +75 mila unità di media nel possimo futuro.

Le stime di Feroli vogliono dire che non ci sarà una vera ripresa del mercato del lavoro americano. La carenza di opportunità lavorative rispetto alla domanda è una bomba a orologeria pronta a esplodere e scatenare rivolte sociali. Non più tra classi, ma tra generazioni.

(DaC)