Italia, tasso di povertà stabile, ma “situazione drammatica”

15 Luglio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – In Italia il tasso di povertà rimane al record negativo. Per la prima volta dal 2006 i poveri assoluti sono calati, dopo che negli anni della crisi si è verificato un costante e progressivo aumento. la situazione rimane tuttavia “drammatica”, secondo Coldiretti.

Nel 2014 erano infatti più di 7 milioni gli italiani poveri. Di questi oltre 4 milioni vivono in condizioni di povertà assoluta: sono i più poveri tra i poveri, non possono permettersi di acquistare il minimo indispensabile per vivere.

Dopo due anni di aumento l’incidenza della povertà assoluta, ma anche di quella relativa (riguarda coloro che vivono in condizioni più svantaggiate rispetto alla media della popolazione), il tasso si mantiene sostanzialmente stabile.

Ma il report dell’Istat evidenzia un allarme nel Sud d’Italia, dove la povertà assoluta rimane quasi doppia rispetto al resto del Paese, soprattutto nei piccoli comuni.

Come quella assoluta, la povertà relativa risulta stabile e coinvolge, nel 2014, il 10,3% delle famiglie e il 12,9% delle persone residenti, per un totale di 2 milioni 654 mila famiglie e 7 milioni 815 mila persone.

In termini di povertà assoluta a migliorare è quasi esclusivamente la situazione delle coppie con figli e delle famiglie con a capo una persona in cerca di occupazione (dal 23,7% al 16,2%). Questo dipende dal fatto che più spesso, rispetto al 2013, queste famiglie hanno al proprio interno occupati o ritirati dal lavoro.

“Si tratta – sottolinea la Coldiretti – di una positiva inversione di tendenza in una situazione che resta drammatica, dove si contano oltre 4 milioni di persone che sono state costrette a chiedere aiuti per mangiare con pacchi alimentari o mense. Si tratta della punta dell`iceberg di una situazione di disagio con 303.485 persone che hanno beneficiato dei servizi mensa, mentre sono ben 3.764.765 quanti hanno avuto assistenza con pacchi alimentari che rispondono maggiormente alle aspettative dei nuovi poveri (pensionati, disoccupati, famiglie con bambini) che per vergogna prediligono questa forma di aiuto piuttosto che il consumo di pasti gratuiti in mensa. A dover far ricorso agli aiuti alimentari per poter semplicemente bere il latte o mangiare – conclude la Coldiretti – sono stati peraltro in Italia 428.587 bambini con meno di 5 anni di età secondo il rapporto Agea”.

C’è inoltre una specificità tutta italiana nella crisi economica: si tratta della “povertà persistente”, quella che colpisce il 67,5% dei poveri, che mantengono quello status anno dopo anno.

È quanto emerge dal focus sulle condizioni delle famiglie italiane tra tasse, risparmio e povertà contenuto nel Rapporto di previsione di Prometeia. Nonostante il rischio povertà sia ancora elevato rispetto altri paesi europei, anche in Italia si registra un aumento della propensione al risparmio delle famiglie.

(DaC)