Italia rischia un’altra crisi bancaria: Carige in Borsa vale solo 100 milioni

14 Novembre 2018, di Alessandra Caparello

Banca Carige è l’ultima grande banca italiana che vive un periodo di forte difficoltà. Indebolita da anni di cattiva gestione e lotte intestine degli azionisti, l’istituto ligure è rimasto indietro nel processo di ristrutturazione che ha visto altri istituti riuscire a liberarsi di crediti inesigibili negli ultimi due anni.

Così a inizio settimana il cda della banca ha dato il via a un piano di rafforzamento del capitale per 400 milioni complessivi. Il piano prevede l’emissione di obbligazioni subordinate Tier 2 con meccanismi di conversione per un ammontare compreso tra 320 milioni e 400 milioni; aumento di capitale in opzione da 400 milioni (con assorbimento del prestito subordinato).  Il piano di Carige prevede l’emissione di un bond subordinato da 320 milioni che verrà sottoscritto dallo Schema Volontario. L’emissione salirà a 400 milioni se i grandi soci sottoscriveranno una ulteriore tranche da 80 milioni a loro destinata.

Carige estinguerà il bond all’inizio del 2019 con un aumento da 400 milioni, su cui l’assemblea voterà il 21 dicembre. In caso di inoptato sarà il Fidt a sottoscrivere le azioni convertendo il bond. Il presidente, Pietro Modiano, e l’ad, Fabio Innocenzi, ieri, in un incontro con i dipendenti hanno sottolineato come la manovra in corso metta in sicurezza la banca visto che una volta completata la manovra, la banca sarebbe pronta per ripartire. Ma il mercato non sembra crederci tanto.  

Dopo aver toccato un tonfo ieri con il titolo che ha chiuso in calo del 48%, con una capitalizzazione scesa poco sopra i 100 milioni, un quinto dell’aumento chiuso nel dicembre 2017 e un quarto di quanto la banca chiederà al mercato il prossimo marzo, oggi Carige prova a rimbalzare in Borsa.

A metà mattina il titolo registra un balzo del 21,1% a 0,0023 euro%.  Borsa Italiana inoltre ha comunicato che da oggi e fino a successivo provvedimento sulle azioni ordinarie dell’istituto ligure non sarà consentita l’immissione di ordini senza limite di prezzo. Infine la Consob ha deciso di vietare temporaneamente le vendite allo scoperto sul titolo Banca Carige.

 Da più parti poi si sottolinea anche la necessità che altre banche italiane sane contribuiscano a colmare un buco di 400 milioni di euro sul bilancio di Banca Carige al fine di evitare una possibile crisi che destabilizzerebbe ulteriormente il settore.