Italia: riforme ok, ma niente crescita prima di meta’ 2013

30 Ottobre 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – In Italia le riforme varate dal governo Monti si riveleranno vantaggiose, ma non si configurerannno come positive per la crescita del Pil prima di meta’ 2013. Non preoccupa nemmeno la capacita’ di rifinanziarsi sul mercato secondario, con Maria Cannata, zarina del debito pubblico italiano, che assicura che i livelli attuali dei tassi sui bond (saliti al 5% quelli sul decennale) sono accettabili.

Il paese ha attraversato due anni caotici sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista politico. Nel 2011 la crisi del debito sovrano si e’ diffusa a macchia d’olio nelle nazioni della periferia dell’area euro, coinvolgendo in pieno anche l’Italia.

Cio’ ha provocato, come tutti ricordano, il balzo dello spread sui tassi a 10 anni tra l’Italia e la Germania, con i tassi che sono saliti fino al 7%, considerata dagli economisti ed esperti del mercato del debito come la soglia di non ritorno oltre la quale il paese non puo’ piu’ sostentare da solo, senza aiuti esterni.

L’ex premier Silvio Berlusconi e’ stato costretto a dimettersi ed e’ stato sostituito dal professore della Bocconi, ex commissario europeo, che ha formato un governo di unita’ nazionale e implementato riforme, in particolare quella del lavoro, liberalizzazioni dove ha potuto vista l’ostruzione delle lobby, e misure di rigore recessive.

Il governo dovrebbe resistere al comando fino ad aprile 2013, quando si terranno nuove elezioni. Le misure di austerita’ sono in fase di implementazione e l’esecutivo ha migliorato pertanto la sostenibilita’ delle sue finanze, secondo le stime degli analisti di Danske Bank.

L’FMI prevede che l’Italia raggiunga un surplus di bilancio del 3,6% del Pil l’anno prossimo. I rendimenti si sono ridotti di molto da quando a luglio Mario Draghi ha segnalato che la Bce avrebbe comprato bond dei paesi in difficolta’ dell’area euro, in cambio di certe condizioni (programma OMT).

La disciplina delle spese pubbliche e’ relativamente buona ora, secondo gli analisti, ma l’economia e’ stata duramente colpita dalla crisi finanziaria. L’Italia e’ intrappolata ina una recessione grave, con una crescita negativa ormai dal terzo trimestre del 2011. Il Pil non tornera’ ad aumentare prima di meta’ 2013.

Le tensioni di mercato si sono riacuite non solo in Italia e la situazione rimane delicata, secondo il ministro delle Finanze Vittorio Grilli.

A margine di un convegno a Milano, all’indomani della risalita dello spread Btp/Bund decennale sopra i 350 punti base, il numero uno del Tesoro ha detto che “Non è solo in Italia che (la situazione) si è riacuita, i mercati sono ancora in fase di aggiustamento, vediamo giorno per giorno”.

“La situazione è ancora delicata” ha aggiunto Grilli, spiegando che l’Italia deve proseguire senza deviazioni dal percorso di risanamento dei conti pubblici.

Alla lunga secondo Danske le riforme si riveleranno vantaggiose per l’economia italiana, ma rimane se si guarda ai crudi si nota come l’andamentodella produttivita’ e’ negativo da ormai 12 anni.