Italia: legge stabilità passa l’esame dell’Eurogruppo

22 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

BRUXELLES (WSI) – Oggi i ministri di Italia e Spagna Saccomanni e De Guindos sono sottoposti a un interrogatorio dei loro omologhi europei sulle rispettive manovre finanziarie, che l’Unione Europea giudica insufficienti a permettere a Roma e Madrid di rispettare gli obiettivi di bilancio e di riduzione del debito.

Il capo italiano del Tesoro ha assicurato che “la manovra non cambierà” dopo le rilevazioni di Bruxelles. È con questa assemblea che coordinando le politiche economiche interne, i ministri delle Finanze europei esercitano il potere e il controllo politico sulla moneta unica e sugli aspetti dell’Unione Monetaria più importanti come il Patto di Crescita e Stabilità.

L’Eurogruppo, creato dal Consiglio europeo nel 1997 che ha de facto svuotato di sostanza il Consiglio dei ministri delle Finanze, si riunisce oggi a Bruxelles sotto la presidenza del Ministro olandese Jeroen Dijsselbloem per analizzare e esprimere i primi giudizi sulle bozze del testo della legge di Stabilità dei singoli paesi membri dell’area euro.

Il verdetto vero e proprio dell’Europa non arriverà prima di febbraio, in occasione della presentazione delle previsioni economiche invernali, stime che si baseranno su tutti gli elementi delle legge approvate in via definitiva più le misure complementari annesse.

In teoria l’assemblea ha un carattere informale, ma la onnipresenza di Commissione Ue e Bce lascia pensare che nella capitale europea si giocherà una parte importante del futuro politico economico dei singoli stati.

Un dettaglio non da poco, visto che paesi come l’Italia hanno annunciato azioni aggiuntive a quelle già previste nella manovra finanziaria, le quali potrebbero – in caso di valutazione positiva – portare un cambio di opinione e concedere al nostro paese la possibilità di avvalersi della clausola per gli investimenti, al momento non utilizzabile per l’elevato debito pubblico.

In Commissione europea sono a conoscenza del fatto che l’Italia sta predisponendo misure per la riduzione del debito non inserite nella legge di stabilità (revisione della spesa, rientro dei capitali, dismissione dei beni immobili dello stato, vendita delle quote azionarie statali delle società controllate), ma non sono contabilizzabili.

Domani non ci saranno né richieste, né raccomandazioni, sostiene Simon O’Connor, portavoce del commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Olli Rehn. Ma allora, viene da chiedersi, a cosa serve la riunione?

“Quella dell’Eurogruppo è una discussione” e comunque sia “i passi successivi spettano ai parlamenti nazionali” chiamati ad approvare le leggi in fase di elaborazione.

“Per noi il prossimo appuntamento sulla materia sarà la pubblicazione delle previsioni economiche d’inverno, previste a febbraio”. Sulla base di quelle misure la Commissione europea emetterà il suo giudizio definitivo con le raccomandazioni specifiche paese per paese.
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Con l’Eurogruppo, i ministri possono tenere una riunione sulla carta informale tra loro per discutere delle questioni legate alle responsabilità specifiche che condividono in materia di moneta unica. La Commissione, la Bce sono invitate a partecipare a tali riunioni. Ogni volta che vengono affrontate questioni di interesse comune, insomma, esse vengono discusse da tutti i ministri degli Stati membri, ma anche da un rappresentante della Commissione e dal presidente della Bce.

La competenza istituzionale in materia di politica monetaria spetta a Draghi, ma l’Eurogruppo ha un compito ben preciso: agire affinché l’Eurozona, nonostante le divergenze interne in fatto di inflazione e tassi di crescita, adotti una politica il più possibile concertata e armoniosa in fatto di bilancio, fiscalità e mercato del lavoro.