Italia, in 30 anni raddoppieranno i pensionati da “sostenere”

5 Giugno 2019, di Alessandra Caparello

L’Italia deve affrontare tra i vari problemi due in particolare: da una parte l’aumento dell’aspettativa di vita e dall’altro il crollo del tasso di natalità. Così rende noto l’Osservatorio sui Conti Pubblici diretto da Carlo Cottarelli, ex commissario alla spending review.

A conti fatti gli attuali sessantacinquenni hanno un’aspettativa di vita di 20,7 anni, contro 15,3 anni per chi raggiungeva questa età nel 1980. Per donna si conta il numero di 1,37 figli per donna.

“In questo contesto l’Italia rappresenta il primo Paese in Europa per aspettativa di vita, con 13,5 milioni di persone che hanno più di 65 anni. In aggiunta, tale valore subirà un ulteriore importante incremento, in considerazione del fatto che la fascia della popolazione tra i 50 e i 60 anni è la più ampia della collettività, ugualmente distribuita tra uomini e donne”.

Così dice la ricerca. Messi insieme questi dati la conclusione a cui si arriva è una sola: cresce il numero di anziani da sostenere.

 “Alla luce di questo scenario, il numero di anziani italiani che dovrà essere sostenuto da ogni 100 persone in età lavorativa salirà dall’attuale 37 a 62 nei prossimi trent’anni”.

“Le riforme delle pensioni in Italia degli ultimi anni sono state inevitabili per contrastare il fenomeno dell’Aging”, ha annotato Carlo Cottarelli. “Le previsioni ufficiali indicano che, per effetto delle passate riforme, la spesa pensionistica resterà più o meno stabile sui livelli attuali fino al 2045, scendendo solo in seguito. Ma, pur non crescendo, la spesa resterà alta e non contribuirà al necessario aggiustamento dei conti pubblici, che graverà quindi su altre voci. Un contesto complesso che richiede un confronto proattivo tra i principali attori coinvolti, a livello economico e sociale, nel fenomeno dell’Aging”.