Ita: stipendi dimezzati rispetto ad Alitalia. Quanto guadagnano piloti e hostess

23 Settembre 2021, di Alessandra Caparello

Doccia fredda per il personale di volo della nuova Italia Trasporto Aereo che vede ridursi gli stipendi rispetto ad Alitalia in attesa del 15 ottobre quando varcheranno i cieli i primi velivoli targati Ita, la newco che nasce dalle ceneri dell’x compagnia di bandiera italiana Alitalia.

La nuova società presieduta da Alfredo Altavilla ha consegnato ai sindacati il «Regolamento aziendale applicabile al personale dipendente di Italia trasporto aereo Spa», di 94 pagine, che sostituisce il contratto collettivo, perché non è stato raggiunto un accordo. E secondo una una prima elaborazione dei dati comunicati da Ita, fatta da fonti sindacali, il taglio delle retribuzioni può arrivare e, in qualche caso superare, il 50 per cento delle buste paga della vecchia compagnia.

Stipendi in Ita: le differenze con Alitalia

Tra i costi ridotti quelli del personale di volo. Un comandante della newco con un’attività media di 60 ore volo mensili percepirà una retribuzione lorda di 6.217 euro lordi mentre un comandante Alitalia guadagna 12.534 euro lordi, una differenza di circa il 50%.

Facendo un confronto anche con gli stipendi di altre compagnie, sempre con un’attività media di 60 ore di volo, un comandante di Ita guadagnerebbe il 48% in meno di un collega di easyJet (12.000 euro lordi mensili) o il 37% in meno di un comandante di Ryanair (11.500 euro). Se la passano ancora meglio i piloti di Air France, dove lo stipendio più alto per un comandante si aggira sui 15.000 euro lordi mensili (in Ita -58%), e Lufthansa, con 13.500 euro lordi (in Ita -54%).

Non se la passeranno bene neanche gli assistenti di volo, cioè hostess e steward che , con una media di 60 ore di volo al mese, le elaborazioni sindacali dicono che lo stipendio in Ita sarebbe di i 1.680 euro lordi, rispetto ai 2.582 euro di Alitalia.

Immediata la rabbia dei sindacati, che hanno subito annunciato azioni legali.

 “Di fatto Italia Trasporto Aereo non solo non rispetta in alcun modo il CCNL, non solo propone stipendi offensivi al personale più qualificato del trasporto aereo italiano, ma in fase di firma di un contratto capestro il navigante non sa nemmeno quale sarà il suo vero stipendio in quanto sub iudice”, si legge nel comunicato dell’associazione del personale navigante Navaid. “L’unica certezza è che queste retribuzioni sono offensive ed inaccettabili prevedendo tagli del 55% così come la parte normativa che, solo a titolo di esempio, assegna al navigante solo 19 giorni di ferie all’anno, di cui solo 6 nel periodo maggio-settembre”, aggiunge Navaid annunciando di avere “dato mandato agli studi legali di studiare tutto il fascicolo Alitalia e Ita preparandoci quindi ad una interminabile battaglia legale su tutti i fronti, nei confronti di tutti gli attori nessuno escluso, compresi gli enti che dovrebbero vigilare e rilasciare le autorizzazioni che sono responsabili o corresponsabili di questo disastro politico, economico ed industriale”.

Dopo mesi di discussioni e trattative è stato raggiunto lo scorso 15 luglio, un accordo tra il Governo e la Commissione europea per il varo di Ita, Italia Trasporto Aereo destinata a prendere il posto della compagnia di bandiera. L’accordo raggiunto prevede una discontinuità totale e interviene su riduzione dei costi, slot e aerei in flotta come richiesto dalla commissaria Vestager. Il piano raggiunto con Bruxelles prevede all’inizio che Ita sia dotata di 52 aeromobili, con un totale di 2.800 dipendenti, per arrivare a termine piano nel 2025 con 105 aerei e circa 5.750 lavoratori.

Alitalia: marchio in vendita

Intanto Alitalia ha messo in vendita il suo marchio. L’ex compagnia di bandiera  in amministrazione straordinaria ha pubblicato su diversi quotidiani l’invito agli interessati in merito alla gara per la cessione del brand Alitalia.

La gara per aggiudicarsi il brand Alitalia si svolgerà in due fasi, con anche la possibilità di rilancio del prezzo. Il prezzo a base è pari a 290 milioni di euro, oltre Iva e oneri fiscali ai sensi di legge e il marchio sarà reso disponibile all’aggiudicatario entro il 31 dicembre 2021. La procedura di cessione del brand Alitalia, si legge nella nota, “sarà aggiudicata provvisoriamente sia nella prima fase che nella seconda fase al prezzo più elevato offerto anche a seguito delle offerte di rilancio.

Gli esiti della procedura si precisa, “saranno sottoposti al Ministero dello Sviluppo Economico e diventeranno efficaci e definitivi solo successivamente al rilascio da parte del Mise della prescritta autorizzazione, anche tenuto conto della congruità del prezzo offerto”. In caso di aggiudicazione, il concorrente dovrà impegnarsi “a non utilizzare il brand in modo contrario alla legge o all’ordine pubblico e, in ogni caso, a non utilizzare il brand per attività ovvero per forme di comunicazione che possano recare pregiudizio all’immagine di un qualunque Stato membro dell’Unione Europea, in ambito economico, culturale, turistico e trasportistico”. E anche dovrà presentare, insieme all’offerta vincolante, un “deposito cauzionale” pari a 40 milioni.