Istat, stop Tasi a maggior impatto sui meno abbienti

3 Novembre 2015, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Approdata in Parlamento per l’adozione in via definitiva, la Legge di Stabilità 2016 è attualmente al vaglio dei tecnici e dopo la Corte dei Conti e Bankitalia ad essere ascoltata nel corso di un’audizione in Senato è il presidente dell’Istat Giorgio Alleva.

Tra le misure contenute nella manovra troviamo la cancellazione delle tasse sulla prima casa. Dopo lo stop all’Imu sugli immobili adibiti ad abitazione principale che non siano però classificati come fabbricati di lusso o di pregio, nel 2016 sarà la volta anche della Tasi, il tributo comunale sui servizi indivisibili. Secondo il numero uno dell’istituto nazionale di statistica, il taglio della tasse sulla prima casa, Tasi in testa, avrò un impatto maggiore sui redditi delle famiglie meno abbienti.

“I dati relativi all’imposizione fiscale sulla casa relativi agli anni 2012-2013 consentono di quantificarne il peso sul reddito delle famiglie italiane, mostrando un’incidenza maggiore sul reddito netto delle famiglie meno abbienti, ma un prelievo di risorse più rilevante in termini assoluti per i quinti con reddito più elevato. Nel 2013 le famiglie proprietarie solamente dell’abitazione in cui vivono hanno pagato in media 161 euro all’anno tra Imu (prevista solo per alcune categorie di pregio) e mini-Imu (prevista solo nei Comuni con aliquota superiore al 4per mille per la parte eccedente). L’Imu pagata ha rappresentato lo 0,6% del reddito netto familiare, con un incidenza che varia tra l’1% per le famiglie del primo quinto della distribuzione e lo 0,5% per le famiglie dell’ultimo”.

Infine il presidente Alleva sottolinea che la manovra avrà un impatto sulla crescita economica con un aumento del Pil in misura lieve l’anno prossimo ma più rilevante nel 2017.

“La crescita dell’economia italiana in termini reali beneficerebbe della manovra in misura lieve nel 2016 (un decimo di punto di Pil) e più rilevante nel 2017 (3 decimi di punto del Pil)”.