ISTAT, nel Nord-Ovest la crisi si è fatta sentire di più

28 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Il Nord-Ovest ha pagato più delle altre zone italiane la crisi lo scorso anno. Nel 2009 il PIL si è infatti ridotto del 6% nel Nord-Ovest, del 5,6% nel Nord-Est, del 3,9% nel Centro e del 4,3% nel Mezzogiorno, a fronte di un valore nazionale pari a -5%. Il Pil per abitante ai prezzi di mercato, misurato dal rapporto tra Pil nominale e numero medio di residenti nell’anno, segna una flessione del 3,7% a livello nazionale. Il calo è più contenuto nel Mezzogiorno (-2,7%) e nel Centro (-2,9%), mentre è più marcato nel Nord-Ovest (-4,6%) e nel Nord-Est (-4,5%). In valori assoluti il Pil ai prezzi di mercato per abitante del Centro-Nord continua ad essere sensibilmente più elevato di quello del Mezzogiorno: 30.036 euro nel Nord-Ovest, 29.746 euro nel Nord-Est e 28.204 euro nel Centro, contro i 17.324 euro del Mezzogiorno. E’ quanto si apprende da una nota dell’Istat che oggi ha reso disponibili le stime a livello regionale, riferite al 2009, degli aggregati economici relativi a prodotto interno lordo, unità di lavoro, valore aggiunto, redditi da lavoro dipendente e spesa per consumi finali delle famiglie. Il Nord-Ovest è dunque la ripartizione geografica dove la crisi economica si è fatta sentire di più. La flessione del Pil è spiegata principalmente dall’andamento del settore industriale, nel quale il valore aggiunto in termini reali4 diminuisce del 14,9% contro il -2,8% dei servizi e il -0,6% del settore agricolo. Il calo del Pil è più marcato in Lombardia e Piemonte (rispettivamente -6,3% e -6,2%). Il Pil per abitante ai prezzi di mercato si riduce del 5% in Lombardia e del 4,6% in Piemonte, contro il -4% della Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste e il -1,8% della Liguria. Per quanto attiene gli aspetti occupazionali, l’input di lavoro della ripartizione, espresso in termini di unità di lavoro annue, diminuisce del 3,1% (a fronte del -2,6% registrato in Italia) ancora una volta per effetto dei risultati di Lombardia e Piemonte, che fanno registrare rispettivamente diminuzioni del 3,1% e del 3,6%. La produttività del lavoro, misurata dal rapporto tra valore aggiunto e unità di lavoro, mostra una flessione del 3,8% in Lombardia e del 3,3% in Piemonte, contro il -2,5% della Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste e il -2,3% della Liguria. La spesa delle famiglie si contrae dell’1,7% nell’intero Nord-ovest; il calo è superiore alla media di ripartizione in Lombardia (-1,9%) e più lieve in Piemonte (-1,5%). I redditi da lavoro dipendente per unità di lavoro dipendente, che nella media di ripartizione segnano una crescita dell’1,8%, raggiungono il +2,4% in Liguria e il +2,5% in Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste. Il risultato della Lombardia è in linea con quello della ripartizione (+1,8%), mentre in Piemonte risulta leggermente più basso (+1,6%).