Israele risponderá col fuoco alla Siria: tensioni nel Golan

25 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

TEL AVIV (WSI) – La storia torna sui suoi passi. Israele non farà sconti ai siriani. Ha messo in guardia il regime siriano di aver dato ordine al suo esercito di rispondere immediatamente, d’ora in poi, ad ogni tiro, vagante o voluto, sparato dal territorio siriano sulle Alture del Golan occupate. Il nuovo ministro della difesa, Moshé Yaalon, ha spiegato che Israele ritiene la Siria ”responsabile di ogni infrazione” alla sovranità israeliana.

L’alzata di toni ha fatto seguito a un’incidente in cui una pattuglia dell’esercito israeliano in perlustrazione lungo la frontiera è entrata nel mirino di colpi esplosi dall’altra parte del confine. L’esercito israeliano ha subito reagito: un missile anti tank Tamuz ha centrato la postazione siriana, nell’area di Tel Fares nel sud delle Alture, da cui erano partiti i colpi e l’ha distrutta. Secondo i media, sarebbero stati feriti due siriani armati.

Il livello di allerta dell’esercito è stato subito alzato, anche perché già nei giorni precedenti una jeep delle forze armate di pattuglia era stata già colpita da alcune pallottole indirizzate dalla parte siriana. Vista la situazione sulla frontiera, il capo di Stato maggiore delle forze israeliane, Benny Gantz, non ha avuto difficoltà a definirla ”esplosiva”, sottolineando che l’esercito israeliano ”è pronto ad ogni evenienza”.

L’incidente sulle Alture – dove da settimane si fronteggiano forze lealiste e ribelli anti Assad – sembra uno dei più seri intercorsi tra i due paesi dallo scoppio della Guerra civile di due anni fa in Siria. Lo scorso novembre, colpi di arma da fuoco partiti dalla Siria avevano risposto al fuoco israeliano. Gli storici ricordano che si tratta del primo ritorno alle ostilità dell’esercito israeliano contro quello siriano dopo la guerra dei sei giorni, combattuta tra il 5 e il 10 giugno del 1967.