Israele bombarda il Libano, rappresaglia contro Hezbollah

28 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Un soldato israeliano rapito e un dipendente europeo delle Nazioni Unite ucciso: gli effetti collaterali dello scambio di attacchi tra Hezbollah e Israele inizia a fare le prime vittime in Libano.

Secondo Al Zaeera un casco blu spagnolo dell’Unifil è stato ucciso dall’artiglieria dell’esercito israeliano che ha aperto il fuoco nei pressi di una base della Forza di Interposizione delle Nazioni Unite nel Sud del Libano.

I carri armati israeliani stanno bombardando il Sud del paese confinante mediorientale come rappresaglia a un missile anticarro lanciato dalle milizie sciite di Hezbollah contro un veicolo dell’esercito israeliano in un’area di confine occupata.

Due fonti hanno detto all’Agence France presse che più di una decina di colpi di artiglieria pesante sono stati lanciati sui villaggi al confine e che gli aerei da guerra di Israele volano sulla zona.

Inoltre un soldato israeliano sarebbe stato preso in ostaggio dalle milizie sciite libanesi Hezbollah durante l’attacco ad un convoglio dell’esercito dello Stato ebraico nell’area occupata delle Fattorie al Sheba, sulla frontiera libanese-israeliana. Lo riferisce l’agenzia di stampa nazionale libanese Nna-Lib.

I carri armati israeliani bombardano la parte meridionale del paese dei cedri dopo che un missile anticarro lanciato dalle milizie sciite di Hezbollah ha colpito un veicolo dell’esercito israeliano in un’area di confine occupata. Due fonti hanno detto all’Afp che più di una decina di colpi di artiglieria pesante sono stati lanciati sui villaggi di confine libanesi e che gli aerei da guerra di Israele volano sulla zona.

Secondo la tv satellitare al Jazeera, un casco blu spagnolo dell’Unifil sarebbe rimasto ferito a seguito della caduta di una bomba lanciata dall’esercito israeliano nei pressi di una caserma della Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite.

“Almeno 15 proiettili sono stati lanciati su cinque villaggi a sud” ha detto una fonte, che ha aggiunto che il più colpito risulta il villaggio di Majidiyeh. Un’altra fonte sostiene che l’esercito israeliano lancia un colpo ogni due minuti e che sta sparando anche l’artiglieria.

Il bombardamento è arrivato dopo l’attacco sull’area di Sheeba occupata da Israele rivendicato da Hezbollah. Il movimento sciita libanese ha rivendicato un attacco a un convoglio militare israeliano nella zona delle fattorie di Sheeba, occupata dallo Stato ebraico, alla frontiera con il Libano.

Si sarebbe trattato di un lancio di razzi, secondo un comunicato del movimento Resistenza Islamica, il braccio militare di Hezbollah, che ha fatto vittime. La tv satellitare in lingua araba Al Jazeera ha riferito di quattro soldati israeliani uccisi. E il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato una “forte reazione” da parte dello Stato ebraico.

“L’esercito è pronto ad agire con forza su tutti i fronti”, ha dichiarato Netanyahu in un comunicato. “Chiunque tenta di sfidare Israele deve ricordarsi di quello che è successo nella Striscia di Gaza”, ha affermato il premier Netanyahu il quale ha aggiunto che l’esercito di Israele “è pronto a dare una forte risposta su tutti i fronti”.

Da parte loro, in un comunicato, le milizie del ‘Partito di Dio’, hanno rivendicato l’attacco contro un convoglio militare israeliana nelle fattorie di Shebaa, un’area occupata dallo Stato ebraico al confine con il Libano.

“Alle 11:25 – si legge nella nota – nelle fattorie libanesi occupate di Shebaa, le brigate dei martiri di al Quneitra della Resistenza Islamica hanno preso di mira con missili un convoglio militare israeliano composto da diversi veicoli che trasportavano ufficiali e soldati sionisti”. Nel comunicato si afferma che “diversi veicoli sono stati distrutti e ci sono vittime nelle file del nemico”.

Il riferimento ai “martiri di al Quneitra” riporta al 18 marzo, quando sei combattenti di Hezbollah e un generale dei Guardiani della Rivoluzione iraniana sono stati uccisi in un raid israeliano sulla parte siriana delle Alture del Golan.

Intanto, la tv qatriota afferma che nel timore di una rappresaglia da parte dell’esercito di Israele, le autorità libanesi, hanno “evacuato” tutte le scuole nelle zone vicine alla frontiera con Israele e ordinato la chiusura di due aeroporti.

(TMNews)