Islanda: economia surriscaldata, si rischia altro crash

15 Febbraio 2017, di Mariangela Tessa

Il paese europeo spesso preso a esempio come quello che ha saputo risolvere in fretta e con un senso di giustizia impensabile altrove l’ultima crisi finanziaria rischia di viverne un’altra. In Islanda sta tornando la paura di un crash sullo stile di quello del 2008. Una paura che, come rileva l’agenzia di stampa Bloomberg, è diffusa non solo tra i cittadini ma anche tra economisti, industriali, e il Fondo Monetario Internazionale che ha di recente lanciato un allarme sul surriscaldamento dell’economia del paese.

Secondo le ultime letture del Pil, l’economia islandese si sta espandendo al ritmo del 10% annuo. La crescita dei salari è a doppia cifra, i prezzi delle case salgono al ritmo dell’11% annuo, mentre il deficit e la disoccupazione sono scesi sotto il 3%. Allo stesso tempo, la banca centrale è sotto pressione per taglio dei tassi di interesse per contrastare l’apprezzamento della valuta nazionale.

Tutto questo ricorda gli anni immediatamente precedenti al 2008, quando esplose la terribile crisi finanziaria, che si protrasse qui fino alla fine del 2010 e che comportò una drastica caduta del pil, con punte del -10% tra il 2009 e il 2010.

Nessuno vuole tornare a quegli anni, ma il rischio paventato dalla banca centrale è che l’economia si stia surriscaldando troppo. Il taglio dei tassi potrebbe non essere l’unico, dato che nell’ultimo anno, la corona islandese si è rafforzata contro il dollaro dell’11% a un cambio attuale di 111,5.

Il timore riguarda, in particolare, il settore turistico, tra le leve dell’ultima ripresa. Nei primi 11 mesi del 2016 sono arrivati sull’isola 1,6 milioni di viaggiatori, segnando un boom del 38% rispetto allo scorso anno.  Ma la corona troppo forte e le attese di un ulteriore apprezzamento del 10-15% entro i prossimi 6-8 mesi sta allarmando gli albergatori, che notano come il contestuale crollo della sterlina con la Brexit abbia reso più caro del 37% rispetto all’1 gennaio scorso per i britannici far visita all’Islanda.