Redditi autonomi: ricavi Isa in aumento rispetto agli studi di settore

19 Giugno 2020, di Alberto Battaglia

I ricavi dei contribuenti soggetti agli Indici sintetici di attività fiscale (Isa), che hanno sostituito gli Studi di settore, sono risultati in aumento del 9,1% nel 2018 – andando così a superare quanto dichiarato dagli Studi di settore nell’anno precedente. La somma dichiarata è arrivata a 795,5 miliardi di euro, con compensi/ricavi medi paria a 249.430 euro (+8,9%), ha affermato il ministero dell’Economia. I dati si inseriscono in un contesto in cui l’aumento del Pil nominale, nel 2018, si era attestato all’1,7%.

Il macrosettore economico che ha registrato i maggiori incrementi di ricavi è stato quello dei servizi (+11%) seguito da manifatture (+8,8%) e professionisti (+8,6%); l’incremento meno significativo ha riguardato il commercio (+5,4%) mentre per l’agricoltura non è disponibile un dato di paragone in quanto essa risultava esclusa dall’esame degli Studi di settore.

Gli Isa, ha ricordato il Mef, “rappresentano i nuovi indicatori statistici introdotti dall’Agenzia delle Entrate per valutare l’affidabilità fiscale di imprese e lavoratori autonomi, concepiti con l’obiettivo di passare da strumenti con mera funzione di accertamento a strumenti basati sull’adempimento spontaneo degli obblighi tributari e che stimolino la cooperazione tra Fisco e contribuenti”.

La platea interessata dagli Isa è cresciuta dello 0,18% rispetto a quella degli Studi di settore nel 2017: 3.189.124 contribuenti (di cui il 60% persone fisiche). E’ residente al Nord il 51%, mentre il 27% dei soggetti interessati dagli Isa si trova al Sud e Isole e il 21% nel Centro.

I dati sulle partite Iva

Nel 2018 sono leggermente diminuiti i titolari di partita Iva che hanno presentato dichiarazione: sono oltre 3,6 milioni, in flessione dello 0,5% rispetto all’anno precedente. Si tratta in prevalenza di imprenditori (41,8%), lavoratori autonomi (20,6%), agricoltori (6,9%) e contribuenti in ‘regime fiscale di vantaggio’ e ‘regime forfetario’ (30,7%).

Aumentano di un notevole 25,9% i soggetti aderenti al regime forfetario, che risultano oltre 856.800, di cui oltre 161.800 hanno iniziato l’attività nel 2018. Il reddito imponibile riferibile a questa categoria è pari a circa 7,1 miliardi di euro per un valore medio di 9.231 euro con un’imposta sostitutiva del 15% o 5% (per i primi cinque anni di attività) pari a 788 milioni di euro per un valore medio di 1.026 euro.