Iraq vicino al colpo di stato

11 Agosto 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – A pochi giorni dal lancio di una campagna militare statunitense a sostegno del regime, guidato dal premier uscente al-Maliki, sembra che vi siano state delle conseguenze “inaspettate”, con il premier che sta mettendo in atto un vero e proprio colpo di stato per rovesciare il presidente iracheno in carica, Fouad Massoum.

Mentre i combattimenti proseguono nel nord del paese, Reuters riporta che durante un intervento televisivo al-Maliki ha dichiarato che non rinuncerà alla possibilità di correre per un terzo mandato e ha accusato il presidente di “violare la costituzione“.

Maliki, visto da molti come un leader autoritario, non ha alcuna intenzione di assecondare il volere di sunniti, curdi, sciiti e dell’influente potenza regionale iraniana – che gli hanno chiesto di farsi da parte, per fare posto a una figura meno polarizzante in grado di unire gli iracheni nella lotto contro i militanti jihadisti dello Stato islamico.

Bloomberg ha aggiunto che Maliki, in base alle osservazioni formulate alla televisione di stato irachena, si sta recando al tribunale federale per citare in giudizio il presidente Fouad Masoum, reo secondo lui di aver violato la Costituzione.

Secondo Maliki Masoum ha portato l’Iraq “in un tunnel buio”. Le forze di sicurezza sono state messa in allerta e hanno circondato il palazzo presidenziale.

Le ultime vicessitudini hanno spinto il corrispondente del Washington Post in Iraq a chiedersi se Baghdad non stia per vivere un colpo di stato appena tre giorni dopo che il quarto presidente Usa di fila ha condotto un intervento militare nel paese mediorientale ricco di petrolio.

Nel frattempo i ribelli sanguinari dell’ISIS stanno facendo del loro meglio per conquistare la capitale irachena. Un colpo di stato è proprio quello di cui l’ISIS aveva bisogno, rimettendo “in gioco” ancora una volta il business commerciale di uno dei maggiori produttori di petrolio al mondo.