iPhone 7, tutti i rumors sul piatto forte di Apple

23 Agosto 2016, di Alberto Battaglia

L‘iPhone 7 è in arrivo, con una serie di novità che, se c’è da credere alle indiscrezioni emerse negli ultimi giorni, potrebbero lasciare un po’ a bocca asciutta.

Innanzitutto la data di presentazione: secondo 9to5Ma, uno dei siti che segue fedelmente Apple, il sipario si leverà il 23 settembre e non il 16, come sembrava dalle voci precedenti.

Ma cosa riserverà la creatura di Steve Jobs per il suo gioiello più redditizio?

Facendo un riassunto di tutte le novità trapelate il design, uno degli elementi più attraenti per la clientela Apple, non dovrebbe subire grosse rivoluzioni, mentre potrebbero essere presenti una camera a doppio obiettivo in grado di ottenere migliori prestazioni in condizioni di bassa luce; scomparirà l’entrata jack per le cuffie, che dovranno essere veicolate dal Bluetooth; i materiali dovrebbero avere migliori caratteristiche per quanto concerne la robustezza generale; sarà rottamato il tasto home fisico, per essere sostituito da un cerchio “touch” che risponderà al contatto con una vibrazione.

Possibile anche un restyling della colorazione, che, secondo alcuni potrebbe sfoggiare una tonalità di blu profondo. Altre voci si spingono più in là evocando la possibilità di caricare il telefono in modalità senza fili, o quella di poter essere resistente all’immersione in acqua (come già consentono alcuni concorrenti).
Secondo un report di Oppenheimer & Co firmato dal senior analyst Andrew Uerkwitz è “improbabile che” l’iPhone 7 così anticipato “possa condurre sufficiente clientela a fare l’upgrade o attrarre nuovi clienti dai device Android”; l’analisi giungeva a ridosso dei risultati del terzo trimestre per Apple, nei quali si è appresa la frenata del fatturato derivante dalla vendita di iPhone, in calo del 16,3%, così come il primo declino dei ricavi dal 2003.

Per queste ragioni Oppenheimer & Co, in una visione contrarian rispetto alla maggioranza degli analisti, e prevede un declino delle consegne anno su anno pari al 6,4% (mentre il consenso le ha fissate a +5,5%).