Investire in startup: 10 consigli per puntare sul cavallo vincente e non bruciare capitale

12 Gennaio 2021, di Mariangela Tessa

Investire in startup: 10 consigli per puntare sul cavallo vincente e non bruciare capitale

Investire nelle startup sta diventando sempre più una possibilità alla portata di tutti, ma è un tipo di investimento molto rischioso. Il tasso di fallimento delle società in fase di lancio sfiora il 90%, quindi è indispensabile avere le giuste competenze per fare una scelta oculata e non rischiare di bruciare i propri capitali.

Ecco perché Seed Money l’acceleratore privato italiano composto da oltre 180 soci dei quali più di 50 investitori seriali con all’attivo una campagna di equity crowdfunding su CrowdFundMe, ha stilato 10 regole fondamentali per scegliere la startup giusta su chi investire.

Investire in startup è il nostro mestiere – spiega a questo proposito Marco Rizzelli, General Manager di Seed Money – ma investire è solo l’atto finale di un’intensa attività di scouting, selezione e valutazione di quelle realtà che mostrano, più di altre, di possedere le carte in regola per crescere e scalare. Sono queste le competenze che il nostro team ha affinato in anni di lavoro sul campo e che stanno attirando tanti risparmiatori sulla nostra campagna di equity crowdfunding in corso su CrowdFundMe”.

Startup, le 10 regole per selezionarle

Ma come scegliere la startup giusta? Sono tante le startup validate sul mercato e già costituite che si rivolgono all’acceleratore per essere aiutate.

Ecco le l0 regole che i business angel di Seed Money seguono per scegliere su chi investire.

1) Prima regola: non ci sono regole

Il successo dell’investimento è il risultato di un’alchimia che solo in parte può essere imputabile alla presenza di determinate caratteristiche. Non si tratta di un risultato matematico e quello che fa la differenza è spesso l’intuito dei singoli e le competenze maturate nel tempo.

2) Essere umili

Nell’approcciare la startup o i founder occorre sempre avere un atteggiamento di apertura, più propenso a cercar di capire quello che non si sa o che non si è capito. In caso contrario, si corre il rischio, al pari dei founders, di lasciarsi guidare a tutti i costi dalla propria idea e dalla propria percezione del business. Questo credo che sia la causa principale di valutazioni erronee, non sono pochi infatti i casi di startup di successo scartate in precedenza dal “sistema”.

3) Essere curiosi

Occorre essere curiosi per cercare di comprendere i cambiamenti e in generale i nuovi trend in atto e decidere in quali settori puntare. Una startup nasce spesso come risposta a un’esigenza del mercato che i founder hanno individuato. Non è scontato avere quella stessa sensibilità.

4) Puntare sul team

Il team è l’elemento fondamentale, quello che fa la differenza, per numero, componenti e professionalità presenti diverse ma sinergiche. Un progetto può anche rivelarsi imperfetto, ma un team di valore saprà comunque ritrovare la strada giusta.

5) Analizzare il mercato

In che modo la startup si posiziona sul mercato? Che differenze ha rispetto ai suoi competitor? Che potenzialità di sviluppo offre il mercato e quanto sia realmente scalabile dalla soluzione individuata. Sono concetti imprescindibili.

6) Analizzare i numeri

Un investitore guarda i numeri, le metriche, la traction, tutti elementi che concorrono a dimostrare una strategia di approccio al mercato vincente. Nella scelta di una startup, un investitore esperto è sempre in grado di scindere la componente prettamente razionale da quella emozionale.

7) Porsi obiettivi concreti nel breve

Porsi obiettivi raggiungibili nel breve termine dimostra concretezza e pragmatismo. Non serve ambire a conquistare il mondo in 5 anni… A quello vogliono arrivare più o meno tutti! È più indicativo capire cosa verrà fatto nei prossimi 5 mesi con risorse finanziarie finite e obiettivi di sviluppo concreti.

8) Avere un piano chiaro e sostenibile di sviluppo

Una startup seria, non si limita a lavorare sul breve periodo, ma deve mostrare capacità di pianificazione economico-finanziaria sostenibile sul lungo termine.

9) Valutare la complessità dell’approvvigionamento finanziario

Le startup hanno bisogno di fondi per svilupparsi, ma non per tutte valgono le stesse regole di raccolta. Per alcune startup funziona il crowdfunding per altre è meglio un round chiuso di aumento di capitale o altro. Nella scelta della startup, bisogna sempre verificare e valutare la modalità di approvvigionamento migliore e coerente con i tempi di sviluppo pianificati

10) Indice di gradimento della proposta

La presentazione della startup ha suscitato subito interesse e curiosità? Seed Money presenta sempre le startup ai propri soci, accompagnandole con la propria analisi sull’opportunità. Dal numero di manifestazioni d’interesse, dalla varietà e qualità professionale degli interessati, è possibile avere un ottimo elemento statistico per valutare l’appeal di una proposta.